Eni: Turchia sospende i progetti con il Cane a sei zampe

Il provvedimento si spiega nella contrarietà di Ankara all'estrazione di gas a largo di Cipro. Scaroni spera in una riconciliazione ma non dispera

di Carlo Robino, pubblicato il

Duro provvedimento della Turchia nei confronti di Eni. Il governo di Ankara ha infatti deciso di sospendere i progetti avviati con il Cane a sei zampe a causa della partecipazione del gruppo di Paolo Scaroni al programma di esplorazione dei giacimenti di gas al largo delle coste di Cipro. La Turchia ritiene che le esplorazioni avviate dal governo cipriota siano “illegali” a causa di contese sulla determinazione del perimetro delle acque territoriali (la parte nord dell’isola è territorio turco ndr). Ricordiamo che a fine gennaio Eni aveva annunciato la firma con il governo di Nicosia di un accordo di exploration e production sharing di tre blocchi al largo delle coste cipriote, in una zona che potrebbe ospitare vaste riserve di gas (Eni: avanti nell’offshore di Cipro). Eni è l’operatore del consorzio e ne detiene l’80%, mentre la coreana Kogas ha il 20%. Il ministro dell’Energia, Taner Yildiz ha spiegato che il provvedimento è stato preso dopo i ripetuti avvertimenti fatti pervenire ad Eni. Immediata la replica dell’ad Paolo Scaroni: “sono dispiaciuto – spiega  il numero uno del Cane a sei Zampe – per la reazione del ministro turco ma sono abbastanza fiducioso che troveremo dei punti di intesa nell’interesse generale e che i rapporti torneranno ad essere buoni come sono sempre stati“. Il manager ha infine rilevato che l’unico progetto Eni in piedi in Turchia e’ l’oleodotto Samsun-Ceyhan che “rimarra’ dormiente finche’ l’attraversamento del Bosforo per le petroliere non diventera’ piu’ costoso“. 

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