Eni: Scaroni punta a nuovo mandato ed elogia Renzi

Nessun miglioramento a breve termine della Libia: Scaroni preferisce non creare illusioni

di Enzo Lecci, pubblicato il

Paolo Scaroni chiede alla UE nuoba politica sull'energiaQuesta mattina il numero uno di Eni, Paolo Scaroni, ha rilasciato una lunga intervista a Bloomberg TV. I punti toccati dal manager del Cane a Sei Zampe sono stati davvero tanti: da un possibile nuovo mandato, alle prospettive di Eni in Libia e in Iran passando per un giudizio a freddo sul futuro nuovo premier, Matteo Renzi

La parte più importante dell’intervento di Scaroni è stata quella riguardante la disponibilità a un nuovo mandato. Il manager ha affermato di essere disponibile per un eventuale rinnovo dell’incarico. “Ho il miglior lavoro del mondo e mi diverto parecchio quindi per me avere qualche altro anno di divertimento sarebbe una buona notizia. E’ un lavoro molto eccitante: si viaggia in parti del mondo dove non va mai nessuno, come il Turkmenistan o l’Angola, siamo nel mondo dei grandi numeri, degli affari internazionale e anche della politica internazionale, perché le risorse sono sempre una questione dei governi” ha aggiunto il numero uno del Cane a Sei Zampe. 

Decisamente positivo anche il parere su Matteo Renzi lanciato verso la poltrona di presidente del consiglio dopo le dimissioni di Letta. “Quel che mi piace di lui” – ha affermato Scaroni – “è la sua volontà di agire e di agire velocemente. Renzi ha impeto, è davvero una persona che vuole riformare il Paese e riformare il Paese a volte non equivale a essere popolari ma quando si vuole qualcosa davvero si è già a metà strada”.

Spostando poi l’attenzione alle grandi questioni internazionali, Scaroni ha affermato che che l’Iran resta “un paese chiave e che Eni sta monitorando con attenzione la difficile situazione in Libia”. “Per noi – ha chiarito Scaroni – l’Iran è un paese chiave, siamo lì dal ’55 e abbiamo ancora un ufficio nel paese, ci piacerebbe tornarvi e resto sempre convinto che il miglior modo per tornare in Iran sia rispettare le sanzioni: il regime sarà spinto a trovare un accordo col mondo occidentale e si aprirà per tutti noi. Quanto alla Libia, non prevediamo miglioramenti nel breve termine: Stiamo monitorando la situazione con attenzione, non mi aspettavo che la Libia potesse uscire in sei mesi da 45 anni di dittatura ma in precedenza ero più ottimista di oggi, costruire le istituzioni in Libia sta richiedendo più tempo di quanto pensassi”.

 

Argomenti: Borsa Milano, Eni

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