Eni e Italcementi, preoccupazioni ma nessuna ripercussione per la crisi in Egitto

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Eni e Italcementi hanno messo in sicurezza i propri dipendenti che operano in Egitto. Nessuna ripercussione sulle attività

Mentre l’Egitto è sempre più vicino al caos politico- sociale (con il paese mediterraneo spaccato in due tra pro Morsi e sostenitori del governo laico), la quotate italiane che operano nella regione sembrano essere sempre più preoccupate per quelli che potrebbero essere le conseguenze per le rispettive attività nel caso in cui la crisi dovesse ulteriormente aggravarsi.

Quasi nello stesso tempo da Eni e Italcementi sono giunte due dichiarazioni di analisi sulla situazione nel paese nordafricano. Italcementi, in particolare, parla di  sviluppi seguiti “con la massima attenzione, pur senza particolare allarmismo per quanto riguarda l’operatività industriale”. L’azienda italiana ha comunque ribadito che “l’attività prosegue senza significative interruzioni in tutti gli impianti presenti nel Paese, seppure a un ritmo ridotto a causa della domanda che nel periodo estivo è sempre contenuta. Misure di particolare attenzione sono state adottate a favore della sicurezza e salvaguardia personale di tutti i dipendenti impegnati al lavoro”.

 

Eni in Egitto: il personale del Cane a Sei Zampe è stato messo in sicurezza

Prova a mantenere i nervi saldi anche Eni. Intervenendo al Meeting di Comunione e Liberazione, il presidente del Cane a Sei Zampe Recchi, ha affermato che la produzione di idroarburi in Egitto resta “per noi normale” e tutto il personale del colosso è stato già messo in sicurezza.

 

 

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