Eni, dividendo 2014-2015 e piano strategico 2014-2017: tutte le indicazioni

Eni prevede per il 2014 un aumento della cedola a quota 1,2 euro. Nel periodo 2014-2017 la produzione dovrebbe crescere del 3% annuo

di Enzo Lecci, pubblicato il

ENI MozambicoEni, ha presentato oggi alla comunità finanziaria il Piano Strategico della società per il periodo 2014-2017 all’interno del quale sono contenute anche le indicazioni sull’ammontare del dividendo 2015 (relativo ossia all’esercizio 2014). 

Per quanto concerne la consistenza della cedola, il Cane a Sei Zampe ha già anticipato che è sua intenzione proporre al consiglio di amministrazione un dividendo pari a 1,2 euro, in aumento dell’1,8% rispetto a quello relativo all’esercizio 2013 (Dividendo Eni 2014 a 1,1 euro, ricavi 2013 in flessione). 

La politica di distribuzione di Eni – si legge nel cominucato stampa – continua a essere una combinazione di dividendo e buyback.

 

Piano Industriale Eni: gli aspetti più importanti

In un contesto di mercato che si prevede ancora difficile, la strategia di Eni si baserà su una crescita selettiva nelle attività della E&P, una ristrutturazione accelerata delle attività mid e downstream, una creazione di valore generata da dismissioni e una gestione disciplinata degli investimenti. Tutte queste operazioni si tradurranno durante il periodo del piano in un aumento del flusso di cassa in grado di sostenere la crescita progressiva dei dividendi agli azionisti e una forte posizione finanziaria di Eni.

 

Exploration & Production

Facendo leva sulle opportunità create dai successi esplorativi senza eguali nel settore, Eni registrerà una crescita della produzione di circa il 3% all’anno nel quadriennio 2014-2017 e del 4% all’anno dal 2017 al 2023.

Questa crescita sarà sostenuta da 26 progetti, che daranno un contributo di circa 500.000 barili di olio equivalente al giorno entro il 2017. Eni considera che la produzione in Libia e in Nigeria rimarrà depressa nel breve periodo e avrà un graduale miglioramento solo a partire dal 2015.

La crescita dei flussi di cassa operativi supererà quella dei volumi, con un tasso annuo del 9% a prezzi costanti del petrolio.

Nel corso dei prossimi quattro anni Eni continuerà a focalizzarsi sull’esplorazione. Dal 2008, la società ha scoperto 9,5 miliardi di barili di olio equivalente di risorse, che corrispondono a 2,5 volte la produzione cumulata del periodo. Le principali aree di esplorazione di Eni sono Mozambico e Kenya in Africa orientale, Congo, Angola e Gabon in Africa occidentale, il bacino del Pacifico, il Mare di Barents e Cipro.

 

Gas & Power

I consumi di gas in Europa sono ancora molto al di sotto dei livelli pre-crisi, ed Eni non si aspetta un miglioramento sostanziale nell’arco del piano. La Divisione sta perseguendo un piano di risanamento basato su 3 pilastri:

  • Rinegoziazione dei contratti di approvvigionamento: Eni rinegozierà tutti i contratti di approvvigionamento gas entro il 2016, con l’obiettivo di raggiungere un pieno allineamento con le nuove condizioni di mercato in termini di prezzi, flessibilità e volumi;
  • Focalizzazione sui segmenti ad alto valore: GNL, trading e vendite retail; • Riduzione dei costi fissi e di logistica, con un risparmio di oltre € 300 milioni entro il 2017.

Eni prevede il raggiungimento di un EBIT positivo nel settore Gas & Power entro il 2015.

  

Strategia finanziaria

Il flusso di cassa operativo di Eni crescerà da € 11 miliardi nel 2013 a una media annua di €15 miliardi nel 2014-2015 e €17 miliardi nel 2016-2017, nonostante uno scenario di calo del prezzo del petrolio. Le dismissioni previste per un valore di € 9 miliardi, aumenteranno ulteriormente la generazione di cassa. La gestione disciplinata del capitale continuerà a essere un pilastro fondamentale della strategia finanziaria della società. Eni investirà € 54 miliardi nei prossimi 4 anni, con una riduzione del 5% rispetto al precedente piano. Come risultato della crescita del cashflow operativo, delle dismissioni e di un programma di investimenti disciplinato, la generazione di cassa annuale, per il periodo 2014-2017, sarà mediamente più alta del 45% rispetto a quella del 2013, considerando uno scenario a prezzi costanti del petrolio a circa $108 al barile per il Brent.

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