Eni: 2a scoperta a olio in Egittto. Titolo in rialzo

ENI ha annunciato la scoperta di nuovi giacimenti nel bacino del Faghur in deserto egiziano. In borsa il titolo sale a quota 16,30 euro

di Mirco Galbusera, pubblicato il
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Titolo ENI in rialzo di mezzo punto percentuale a Piazza Affari a quota 16,30 euro. ENI ha annunciato una seconda scoperta a olio leggero nel prospetto esplorativo B1-X situato nel permesso di South West Meleiha, nel deserto occidentale egiziano, circa 130 chilometri a nord dell’oasi di Siwa.

Il pozzo, il secondo perforato da Eni sui temi geologici profondi nel bacino del Faghur, a una distanza di 7 km dalla prima scoperta, è stato perforato a 4.523 metri di profondità e ha incontrato uno spessore netto mineralizzato a olio leggero di 35 metri nella arenarie della formazione Dessouky di età carbonifera e nella formazione Alam El Bueib di età Cretacica. Il pozzo è stato aperto alla produzione nelle arenarie della Formazione Dessouky con portate di 5.130 barili di olio equivalente al giorno di olio a 37° API con basso gas associato.

Questa seconda scoperta conferma l’elevato potenziale esplorativo e produttivo delle sequenze profonde del bacino del Faghur. Eni ha in programma, nel breve termine, la perforazione di altri prospetti esplorativi limitrofi alle due scoperte già effettuate che potranno aprire un nuovo polo produttivo per Eni nel Paese. La produzione potrà essere collegata alle infrastrutture esistenti e poi inviata al terminale di El Hamra, dopo l’approvazione del piano di sviluppo da parte del Ministro del Petrolio.

Eni, attraverso la controllata Ieoc, detiene la quota del 100% nel permesso di South West Meleiha. Ieoc, attraverso la compagnia operatrice Agiba, pariteticamente detenuta con Egyptian General Petroleum Corporation, produce attualmente circa 53 mila barili di olio equivalente al giorno dal deserto occidentale egiziano. Eni è presente in Egitto dal 1954 ed è il principale produttore del paese con una produzione equity pari a circa 300.000 barili di olio equivalente al giorno, destinata a salire nell’anno con la progressiva crescita della produzione del campo di Zohr.

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