Enel: Standard Ethics procede a downgrade

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Standard Ethics ha declassato Enel abbassando il rating da EE+ a EE. La motivazione dell'agenzia è rintracciata nella variazione della portata e del tipo di rischi ESG e reputazionali di Enel.

Standard Ethics ha declassato Enel abbassando il rating da EE+ a EE.

Il motivo è rintracciato nella variazione della portata e del tipo di rischi ESG e reputazionali di Enel. In particolare:

  1. la scelta di legare il rendimento della emissione obbligazionaria “General Purpose SDG Linked Bond” a degli obbiettivi extra-finanziari come gli SDG, determina una caratteristica nella remunerazione del capitale, ma – per scelta – non circoscrive l’uso che viene fatto del capitale raccolto.
  2. Standard Ethics pensa che destinando all’intera attività aziendale il capitale raccolto dal mercato con una promessa di sostenibilità, Enel abbia esteso il perimetro dei rischi ESG.
  3. un potenziale evento avverso potrebbe indurre un obbligazionista a giudicare il proprio investimento non rispondente alla promessa iniziale di sostenibilità.
  4. nonostante le note cautelative proposte da Enel vi è rischio che gli obbligazionisti possan giudicare negativamente la sostenibilità del loro investimento indipendentemente dal raggiungimento dei target/Kpi usati per determinare gli interessi corrisposti.

Ultimamente Enel ha emesso obbligazioni cd General Purpose SDG Linked Bond per raggiungere alcuni target extra-finanziari, pena un rialzo dei rendimenti offerti ai sottoscrittori. “La scelta dei target è stata effettuata dall’azienda stessa selezionando alcuni obiettivi tra l’elenco dei “Sustainable Development Goals” (SDGs) dell’Onu”. “La Società .continua il comunicato-, come sua facoltà, non ha applicato i principi dell’ICMA per i Sustainability Bond, ai quali peraltro sembra si stiano ispirando anche i più recenti orientamenti della Commissione Europea”.

Standard Ethics conclude quindi che, in merito all’emissione obbligazionaria di Enel, “non sono stati predefiniti e circoscritti progetti specifici da finanziare; non è stato previsto che i fondi siano ‘segregati’ e destinati obbligatoriamente a quei progetti; non è stato richiesto un parere terzo proveniente da un ente indipendente circa l’adeguatezza degli obbiettivi di sostenibilità prescelti e la qualità dei target quantitativi indentificati”.

 

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