Effetto Napolitano-bis, spread in calo e Piazza Affari positiva

La rielezione di Re Giorgio fa volare Piazza Affari mentre lo spread Btp Bund scende fino a 280. I mercati credono all'ipotesi di un governissimo

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Piazza Affari vola a +1,6% nei primi scambi alla riapertura settimanale. Se tutti i listini europei sono positivi, Milano è regina del Vecchio Continente, spinta dal risultato dell’elezione per il presidente della Repubblica, con Giorgio Napolitano confermato al Quirinale. Per gli osservatori politici e della finanza questo evento significa una sola cosa: governissimo o governo di larghe intese, che dir si voglia. I mercati sperano, infatti, che i principali schieramenti, PD, PDL e Scelta Civica si mettano insieme e compongano un esecutivo che porti avanti le riforme indicate da Bruxelles e rilancino un’economia ormai in stato comatoso.

E lo spread btp bund, che già lo scorso venerdì aveva chiuso a 295 punti base per la scadenza decennale dei nostri titoli di stato, adesso ripiega verso quota 280 bp, sotto la famosa “soglia Monti del 287 bp”. I titoli a due anni rendono ora appena l’1,22%, il minimo da 20 anni, mentre i titoli a dieci anni offrono un rendimento del 4%, ai minimi da due anni e mezzo.

La situazione politica italiana in evoluzione (si spera) positiva, ponendo fine a quattro mesi e mezzo di crisi di governo, non sarebbe l’unica ragione per tanta ritrovata fiducia sui mercati. Nel weekend si è tenuto il vertice del G20 finanziario, che contrariamente alle attese non ha criticato le misure monetarie molto espansive della Bank of Japan, al contrario ribadendo che la politica monetaria deve tendere alla salvaguardia della stabilità dei prezzi, mentre ha condannato ogni possibile forma di svalutazione del cambio di qualsivoglia stato a fini competitivi. Secondo alcuni analisti, tali parole si leggerebbero come un placet a Tokyo per combattere la deflazione, la quale si configura quale altra forma di instabilità dei prezzi. In più, non sembra avere esitato alcun effetto negativo sui mercati il declassamento ad opera di Fitch del debito sovrano britannico, che ha perso la tripla A per la seconda volta in due mesi (Rating Gran Bretagna: arriva il downgrade di Fitch).

 

Giuliano Amato guiderà il nuovo governo?

Tornando alla situazione interna, in queste ore gira soprattutto il nome di Giuliano Amato come possibile nuovo premier alla guida di un esecutivo tecnico o forse anche politico. Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che potrebbe guidare il PD dopo le dimissioni di tutta la segreteria Bersani, si è detto favorevole a dare vita a un governo con il centro-destra e che duri un anno per poi tornare al voto, mentre il presidente del PDL, Silvio Berlusconi, ha auspicato che l’intesa duri per due anni, per portare a compimento riforme ormai improcrastinabili.

Quale che sia la durata, il solo fatto che si eviteranno elezioni politiche immediate o in autunno viene avvertito dagli investitori come un buon segno, desiderosi di avere a Roma una certa stabilità politica che non metta in discussione il risanamento e che favorisca la crescita.

 

Lo spread tornerà a livelli normali?

Tornano in mente, poi, le parole pronunciate proprio ieri dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che ha affermato come lo spread corretto per la scadenza decennale sarebbe per l’Italia non oltre 100 punti, contro gli attuali 300, sostenendo che tale maggiore costo per acquistare i nostri bond pubblici sarebbe conseguenza delle basse prospettive di crescita per il nostro Paese.

E studi analoghi da parte di Goldman Sachs hanno sottolineato di recente come lo spread BTp-Bund appropriato dovrebbe attestarsi intorno quota 225 bp, invitando gli investitori a comprare i nostri bond, in quanto destinati a salire di prezzo non appena la crisi politica si sarà risolta. Che siamo vicini a quel momento?

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