E se anche Unicredit uscisse dall’Ucraina? Ecco il parere degli analisti

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UNicredit UcrainaIeri mattina Intesa Sanpaolo ha annunciato la cessione del 100% di una sua controllata in Ucraina, la Pravex Bank (Intesa Sanpaolo: accordo per la cessione di Pravex Bank). Oggi Equita si è posta una domanda decisamente interessante: cosa succederebbe se anche Unicredit decidesse di lasciare la sua controllata ucraina? I vantaggi, commentano dalla sim milanese, sarebbero indiscutibili ed è anche per questo motivo che la semplice notizia della mossa di Intesa Sanpaolo è di fatto potenzialmente positiva anche per Unicredit.

Non è un mistero, del resto, che nei mesi scorsi si era apertamente parlato della possibile uscita di Unicredit dall’Ucraina. Una mossa che trovava la sua ragione d’essere nel fatto che il mercato del Paese slavo non fosse più strategico per Piazza Cordusio. Alle intenzioni Unicredit non ha però fatto seguire le decisioni, a differenza di quanto fatto da Intesa Sanpaolo. E’ quindi ipotizzabile, secondo gli analisti, che la mossa di Intesa spinga la banca guidata da Ghizzoni a riprendere in mano questo dossier ancora vuoto.

La controllata di Unicredit in Ucraina è tre volte più grande di Pravex Bank e vanta 380 sportelli e un portafoglio prestiti superiore ai 2 miliardi. La banca non naviga in buone acque e dovrebbe chiudere il 2013 con una perdita di 110 milioni, in aumento rispetto ai 63 milioni al 30 settembre.

Se Unicredit dovesse decidere di seguire le mosse di Intesa Sanpaolo, il profilo di rischio e la complessità del gruppo bancario italiano sarebbero ridotti. La cessione della controllata ucraina, inoltre, liberebbe liquidità e capitale: +5/8bps di Core Tier 1 ratio secondo Equita.

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