Dow Jones da record 30 anni dopo il grande crollo del 19 ottobre 1987

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Il Dow Jones abbatte il muro dei 23mila punti per la prima volta nella storia grazie ai robusti utili trimestrali di tante quotate

Nell’ormai lontano 19 ottobre 1987, la Borsa di Wall Street mise a segno uno delle peggiori sedute della sua storia. Quel giorno, che poi è passato alla cronaca come il lunedì nero delle borse, il Dow Jones rimediò un calo del 22,6%. Logicamente il forte ribasso del prestigioso indice azionario americano determinò il collasso di molte altre borse occidentali.

Quasi 30 anni dopo quella data per sempre incisa nella storia delle borse occidentali, il Dow Jones ha raggiunto il livello record di 23000 punti. L’importante traguardo è stato tagliato nella seduta di ieri quando l’indice americano ha varcato per la prima volta nella storia il muro dei 23mila punti. Logicamente il rally di ieri ha radici remote. Come messo in evidenza da un articolo apparso sull’edizione di oggi del Corriere della Sera, il Dow Jones è stato capace d guadagnare ben il 13,2% da inizio anno. Questa variazione positiva sale al 19,2% se si considera la performance dal giorno dell’insediamento di Trump. L’affermazione del leader repubblicano alla Casa Bianca ha quindi fatto certamente bene all’andamento degli scambi sui listi della Borsa di Wall Street, a partire proprio dal Dow Jones.

Ma restando concentrati più sul breve termine, cosa ha spinto il recente rally del Dow Jones? Secondo il Corriere della Sera, “a spingere gli indici americani, nelle ultime settimane, hanno contribuito i risultati aziendali del terzo trimestre” di molti grandi colossi del settore bancario. Proprio ieri a togliere il velo dai conti del terzo trimestre erano state Goldman Sachs e Morgan Stanley. In entrami i casi, i risultati al termine del periodo di riferimento erano stato migliori di quelli attesi dagli analisti (per avere maggiori info si rimanda a: Apertura Wall Street, indici poco mossi dopo dati macro e trimestrali).

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