Dividendo Ubi Banca 2013 confermato, utile 2012 a 82,7 mln

Ubi Banca riconosce ai suoi azionisti una cedola pari a 5 cent. Prosegue la politica di rafforzamento patrimoniale e di contenimento dei costi

di Enzo Lecci, pubblicato il

Come nel caso di Intesa Sanpaolo, anche Ubi Banca è riuscita a confermare l’ammontare del dividendo relativo all’esercizio 2012. Il cda della banca riunitosi ieri a Bergamo ha stabilito che la cedola che sarà proposta all’assemblea degli azionisti sarà pari a 5 cent, la stessa consistenza del dividendo staccato lo scorso anno. Nell’anno in cui Ubi ha proceduto ad una profonda ristrutturazione interna dovuta alla necessità di abbattere i costi (ricordiamo che in base all’accordo sul piano esuberi raggiunto con i sindacati è prevista l’uscita di complessive 736 unità), è stata comunque garantita una cedola che, seppure lontana rispetto ai dividendi che Ubi staccava appena sei anni fa) non lascia comunque con l’amaro in bocca gli azionisti. Una consolazione che, alla luce della situazione economica che sta vivendo l’Italia, può assumere il sapore della soddisfazione. Per la cronaca si ricorda che l’ammontare complessivo dei dividendi riconosciuti da Ubi è pari a circa 45 mln di euro.

 

Data di stacco dividendo Ubi Banca 2013: le indicazioni del cda

I dividendi 2013 di Ubi saranno staccati il prossimo 20 maggio con data di pagamento a partire dal successivo 23 maggio. Ricordiamo che per essere efficacie la decisione del consiglio di amministrazione dovrà essere approvata dalla prossima assemblea in agenda il 19 aprile.

 

Storico dividendi Ubi Banca

Come si metteva in luce nella premessa, guardando lo storico dei dividendi del gruppo bancario bergamasco, balza immediatamente all’occhio l’enorme differenza di consistenza tra l’ammontare delle cedola staccate negli esercizi precedenti al 2009 e le cedole riconosciute negli ultimi anni, nel pieno della crisi economica. 

 

Risultati Ubi Banca 2012

La necessità di salvaguardare la solidità patrimoniale del gruppo ha portato Ubi ad adottare una politica molto prudente sui dividendi. Tale atteggiamento perseguito già negli scorsi anni dalla banca bergamasca sembrerebbe essere vincente.

Gli indici patrimoniali si confermano infatti adeguati al modello di banca tradizionale e tra i migliori a livello italiano: a fine 2012 il Core Tier 1 si attesta al 10,29% rispetto all’8,56% del 2011, il Total capital ratio al 16,01% rispetto al 13,50% di fine 2011 (quest’ultimo essenzialmente grazie all’emissione di 1,2 miliardi di Lower Tier 2 effettuata a ottobre 2012). In base all’esercizio EBA, il Core Tier 1 si attesta al 9,16% (rispetto al 9% richiesto). Buone indicazioni anche  dagli indici strutturali del Gruppo. Nel dettaglio:

  •  la leva finanziaria è bassa e pari a 17x (era 18,5x a dicembre 2011)
  •  il rapporto raccolta/impieghi ammonta al 94% (era 97% a dicembre 2011)
  •  il rapporto raccolta da clientela ordinaria/impieghi ammonta al 116% (era al 125% a dicembre 2011)
  •  la raccolta proviene per l’81,3% da clientela ordinaria e solo per il rimanente è dipendente dai mercati internazionali
  •  gli impieghi rappresentano oltre il 70% del totale attivo, ed al loro interno è cresciuta la quota destinata alla clientela “core” dal 74% al 75%.

 

Utile netto Ubi Banca 2012 –  Nonostante la complessità del contesto di riferimento, l’esercizio 2012 si è chiuso con un utile netto di 82,7 milioni di euro rispetto ad un risultato netto per il 2011 negativo per 1,8 miliardi per effetto della contabilizzazione di rettifiche su avviamenti ed altre attività immateriali. In termini normalizzati, vale a dire escludendo le componenti non ricorrenti, l’utile d’esercizio si è attestato a 97,3 milioni rispetto ai 111,6 milioni del 2011.

Il risultato è stato conseguito in un contesto economico e finanziario segnato da recessione e volatilità, grazie al controllo dei costi scesi a 2.266,7 milioni (-5,1% anno su anno al netto degli oneri relativi al piano di incentivi all’esodo, iscritti a voce separata) ma anche alla difesa dei proventi saliti a 3.526,3 milioni (+2,6% anno su anno) principalmente con il contributo dell’Area Finanza. L’andamento di proventi ed oneri operativi ha consentito un miglioramento di tutti i margini intermedi: il risultato della gestione operativa si è infatti attestato a 1.259,7 milioni (+20,1% anno su anno) e l’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte a 323,1 milioni (+14,6% anno su anno) nonostante le maggiori rettifiche su crediti.

 

Risultato attività finanziaria Ubi Banca –  Nel 2012 è stato particolarmente favorevole il risultato netto dell’attività finanziaria9, pari a 257,3 milioni di euro – di cui ben 109 realizzati nel 4° trimestre dell’anno -, da correlarsi essenzialmente alla corretta gestione delle opportunità offerte dalla volatilità del mercato.

Tale risultato comprende:

– l’utile dell’attività di negoziazione, pari a 91,8 milioni (di cui 22,3 nel quarto trimestre dell’anno), pressoché interamente riconducibile al trading di titoli di Stato quotati;

– l’utile della cessione/riacquisto di attività e passività finanziarie per 163,5 milioni (72,2 conseguiti nel quarto trimestre) di cui:

  • 124,6 milioni (65 conseguiti nel quarto trimestre) relativi alla manovra di cessione di 6,4 miliardi di titoli di stato italiani classificati in AFS;
  • 20,7 milioni inerenti al parziale riacquisto, nei mesi di febbraio-marzo 2012, di strumenti innovativi di capitale in circolazione;
  • – e 13,5 milioni rivenienti dalla vendita di una quota (72,3 milioni di azioni di cui 65,3 nel quarto trimestre) della partecipazione in IntesaSanPaolo, effettuata a partire dal terzo trimestre dell’anno;

 -  il risultato delle attività di copertura e della valutazione di fondi al fair value complessivamente positivo per circa 2 milioni.

Per effetto della riclassifica dei ricavi relativi all’attività creditizia precedentemente inclusi nel margine d’interesse di cui sopra, che ne ha segnato l’evoluzione, risulta adesso più significativa la voce “altri proventi di gestione”, attestatasi a 163,2 milioni rispetto ai 188,4 del 2011.

 

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