Dividendo Eni 2013: buone notizie per gli investitori

Crescono i ricavi e diminuisce il debito grazie alla dismissione di Snam. Dividendo più ricco

di Carlo Robino, pubblicato il

Il Consiglio di Amministrazione di Eni si è riunito ieri per quantificare l’andamento trimestrale della società nell’ultimo quarto dell’anno ed esaminare i risultati preliminari 2012. L’esercizio appena concluso ha visto l’espansione in termini di ricavi (+18,2%) e utili (+2,7%) per il Cane a sei zampe, così la società ha deciso di incrementare il dividendo Eni 2013 relativo all’esercizio 2012. 

 

Dividendi 2013: Eni va in controtendeza

Verrà infatti proposto alla prossima Assemblea degli azionisti il pagamento di una cedola di 1,08 euro per azione, in aumento di quattro centesimi rispetto all’anno scorso. Ricordiamo che lo scorso settembre Eni aveva distribuito un acconto di 0,54 euro che verrà integrato a partire dal 23 maggio 2013 con stacco cedola il 20 maggio 2013. Soddisfazione quindi per gli azionisti ma anche l’ad Paolo Scaroni, commentando l’esercizio 2012, non è da meno. “Il 2012 – spiega il manager recentemente finito sotto indagine per la vicenda di corruzione di Saipem in Algeria – è stato un anno record per la nostra esplorazione con risorse scoperte pari a circa 6 volte la produzione annua grazie ai risultati eccezionali raggiunti in Mozambico e ai successi ottenuti nell’Africa Occidentale, nel Mare di Barents e in Indonesia. Abbiamo fatto progressi anche nei progetti di sviluppo, incrementando le nostre riserve e portandole sui migliori livelli di sempre. La nostra divisione Exploration & Production, grazie alla crescita della produzione, ha conseguito utili operativi eccellenti. In Gas & Power e Refining & Marketing abbiamo ottenuto significativi recuperi di efficienza che ci hanno permesso di assorbire buona parte degli effetti di uno scenario europeo ancora difficile. Eni – conclude Scaroni – con una struttura patrimoniale rafforzata anche dalle dismissioni di Snam e Galp, conseguirà nell’upstream tassi di crescita al top dell’industria.”

 

I risultati dell’esercizio 2012

Utile netto adjusted – Nel quarto trimestre 2012 l’utile netto adjusted delle continuing operations è stato di €1,52 miliardi (-3,6%). Il miglioramento della performance operativa è stato compensato dai minori proventi delle società collegate e joint venture (-€243 milioni) e dall’incremento di circa 11 punti percentuali del tax rate determinato dal maggior contributo della divisione Exploration & Production, dalla svalutazione di imposte differite attive delle società italiane rilevate nei precedenti trimestri non classificate come special item (circa €230 milioni) e dal minor contributo dei proventi su partecipazione. Su base annua, l’utile netto adjusted delle continuing operations di €7,13 miliardi è aumentato del 2,7%.

Struttura patrimoniale e Cash flow – La struttura patrimoniale di Eni si modifica in misura sostanziale rispetto al 2011 per effetto della cessione di una quota in Snam
(circa il 30% ceduto a Cassa Depositi e Prestiti per €3,52 miliardi) con perdita del controllo e del conseguente deconsolidamento del debito finanziario di €12,45 miliardi di Snam. Il leverage – rapporto tra indebitamento finanziario netto e patrimonio netto comprese le interessenze di terzi azionisti – a fine esercizio è pari a 0,25. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2012 è pari a €15,45 miliardi con una diminuzione di €12,59 miliardi sul 2011 per effetto oltre che della transazione Snam, del flusso di cassa netto da attività operativa delle continuing operations (Cash flow) di €12,42 miliardi, del flusso delle altre operazioni di dismissione pari a €2,5 miliardi riferito principalmente alla cessione di quote in Galp (€0,96 miliardi) e asset marginali nel settore Exploration & Production, e del flusso di cassa del capitale proprio relativo alla cessione di una quota minoritaria del 5% in Snam ante perdita del controllo (€0,61 miliardi). Questi flussi positivi sono stati parzialmente assorbiti dalle esigenze di cassa per gli investimenti (€13,33 miliardi) e per il pagamento dei dividendi 2013 agli azionisti Eni (€3,84 miliardi) e alle minoranze (€0,54 miliardi). Rispetto al 30 settembre 2012 l’indebitamento finanziario netto è diminuito di €4,17 miliardi per effetto della vendita della quota Snam, del flusso di cassa netto da attività operativa delle continuing operations di €2,17 miliardi e della cessione di una tranche del pacchetto azionario Galp (€0,38 miliardi). Gli investimenti di periodo sono stati di €3,89 miliardi.

 

 

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