Dividendo Bpm 2013 non corrisposto, 2012 ancora in rosso

Via libera alla trasformazione in spa e all'aumento di capitale per rimborsare i Tremonti bond

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La Banca Popolare di Milano (Bpm) si è riunita ieri per approvare i risultati relativi all’esercizio 2012. Il passivo è calato rispetto al 2011 e questo ha impedito alla banca di distribuire  un dividendo nel 2013. Per quanto riguarda le linee guida da intraprendere, il consiglio di gestione di Bpm ha approvato la trasformazione da cooperativa a spa. L’operazione dovrebbe essere pianificata dai soci entro l’estate con Barclays e Jp Morgan che agiranno in qualità di advisor finanziari della banca. Via libera anche all’aumento di capitale da 500 milioni di euro che servirà per rimborsare i Tremonti Bond sottoscritti nel 2009. L’approvazione sarà sottoposta all’assemblea degli azionisti e allo stato attuale si prevede che l’aumento di capitale possa essere avviato entro il prossimo mese di ottobre.

Risultati Bpm 2012

Ricavi Bpm 2012 – A dicembre 2012 i proventi operativi del Gruppo Bipiemme raggiungono € 1.549,7 milioni, in crescita a/a del +14,6%. Il margine d’interesse Bpm 2012 si posiziona a € 859,1 milioni, in aumento del 4,2% rispetto allo stesso periodo 2011, beneficiando da un lato del buon andamento del margine finanziario (+€ 99,2 milioni a/a grazie all’aumento e alla gestione del portafoglio dei titoli governativi della Capogruppo) e malgrado il minor contributo del margine commerciale (-€ 57,2 milioni). Nel confronto con il trimestre precedente il margine di interesse si mantiene pressoché stabile. Grazie all’andamento dei ricavi il Risultato di gestione normalizzato si attesta a 575,6 milioni di euro, in crescita del 66,1% rispetto al 2011.

Risultato Netto Bpm 2012 – La banca ha dunque archiviato l’esercizio con una perdita di 429,7 milioni di euro, comunque in calo dai -614 milioni registrati nel 2011. Il rosso è principalmente dovuto alla svalutazione degli avviamenti per 360 milioni di euro effettuata nel primo semestre dell’anno e a un incremento degli accantonamenti sui crediti e degli oneri straordinari per l’attivazione del fondo di solidarietà. Al netto di queste componenti la perdita scenderebbe a 61,9 milioni.

Raccolta Bpm 2012 – La raccolta diretta (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie valutate al fair value) si attesta a € 38.531 milioni, in aumento del 9,7% rispetto a dicembre 2011 e del 4,9% rispetto a settembre 2012. Nel dettaglio, la componente debiti verso clientela (€ 26.298 milioni) evidenzia un aumento del 22,9% (+€ 4.899 milioni) rispetto a dicembre 2011, ascrivibile sia all’incremento di conti correnti e depositi a risparmio (+5,8% pari a +€ 1.203 milioni) sia all’aumento della componente pronti contro termine (+€ 3.637 milioni), per lo più costituiti da operazioni sul mercato MTS in un’ottica di diversificazione delle fonti di raccolta. Grazie alla buona posizione di liquidità e all’andamento della raccolta, la Banca ha rimborsato oltre € 1 miliardo di titoli collocati a investitori istituzionali, cui si aggiunge il riacquisto di € 284 milioni di proprie passività. Tali scelte hanno influito sul comparto titoli in circolazione, in flessione dell’11,2% rispetto a dicembre 2011. Stabile invece, rispetto a fine 2011, il saldo dei titoli in circolazione collocati presso la clientela retail. La quota di mercato della raccolta a dicembre 2012 si posiziona all’1,8%.

La raccolta indiretta da clientela si posiziona a € 30.630 milioni, in contrazione rispetto a dicembre 2011 (-3,2%) e sostanzialmente stabile rispetto a settembre 2012 (-0,7%). Nel dettaglio, il risparmio gestito si posiziona a € 13.764 milioni – in crescita sia rispetto a fine 2011 (+5,3%), sia rispetto a settembre 2012 (+2,3%), grazie all’andamento dei mercati finanziari e alla componente Fondi la cui raccolta netta è tornata positiva per € 112 milioni (nel 2011 si erano registrati deflussi per oltre 1 miliardo di euro). Viceversa, il risparmio amministrato risulta in diminuzione rispetto a dicembre 2011 (-9,2%). Su tale dinamica ha influito la riallocazione degli investimenti della clientela, che ha privilegiato i prodotti di raccolta diretta e in particolare i depositi vincolati.

Impieghi Bpm 2012 – Il totale dei crediti verso clientela si attesta a € 34.791 milioni, in flessione del 2,5% rispetto a dicembre 2011 e sostanzialmente stabile rispetto a settembre 2012. La flessione ha interessato principalmente il segmento “corporate” (-7,6%) – a conferma del costante ridimensionamento dell’esposizione verso tale comparto – la clientela Small Business (-4,2%) e i crediti alle PMI (-5,5%). Il comparto mutui segna una sostanziale stabilità rispetto a settembre 2012 (-0,6%) e una lieve flessione rispetto a fine 2011 (-1,4%), con nuove erogazioni nell’esercizio 2012 pari a circa € 2,8 miliardi (-36,7% a/a), sostanzialmente stabili invece le erogazioni di prestiti personali. A dicembre 2012 la quota di mercato degli impieghi del Gruppo si attesta all’1,9%.

Patrimonio netto Bpm 2012 – Al 31 dicembre 2012 il patrimonio netto del Gruppo si posiziona a € 4.015 milioni, mentre il patrimonio di vigilanza consolidato è pari a € 5.240 milioni. I coefficienti patrimoniali, che a partire dalla segnalazione di giugno 2011 incorporano gli effetti delle maggiori ponderazioni richieste dalla Banca d’Italia, si attestano a: core tier 1 8,38%, tier 1 8,99% e total capital ratio 12,14%.

 

 

 

 

La riunione di oggi, infine, ha anche approvato i conti 2012. La banca ha dunque archiviato l’esercizio con una perdita di 429,7 milioni di euro, comunque in calo dai -614 milioni registrati nel 2011. Il rosso è principalmente dovuto alla svalutazione degli avviamenti per 360 milioni di euro effettuata nel primo semestre dell’anno e a un incremento degli accantonamenti sui crediti e degli oneri straordinari per l’attivazione del fondo di solidarietà. Al netto di queste componenti la perdita scenderebbe a 61,9 milioni.

Il risultato di gestione normalizzato è però cresciuto del 66,1% a 575,6 milioni. La raccolta diretta è aumentata a 38,5 miliardi (+9,7%), il risparmio gestito è salito a 13,8 miliardi (+5,3%) mentre gli impieghi alla clientela sono diminuiti del 2,5% a 34,8 miliardi.

Buono il livello di patrimonializzazione anche dopo accantonamenti prudenziali e svalutazioni, con un Core Tier 1 all’8,38% e al 10,1% pro forma rispetto all’8,02% di fine 2011. Il margine di interesse è salito a 859,1 milioni (+4,2%), i proventi operativi a 1,5497 miliardi (+14,6%) mentre gli oneri operativi sono calati a 969,5 milioni (-7,1%).

“Nell’arco di un esercizio”, ha commentato il consigliere delegato, Piero Montani, “siamo riusciti ad avviare un progetto di ristrutturazione che anche il mercato ha dimostrato di apprezzare. Abbiamo messo a punto un modello di governance che da un lato riduce i livelli gerarchici e, dall’altro, valorizza responsabilità e meritocrazia. In questi mesi la banca ha fatto registrare grandi miglioramenti sul fronte dei risultati gestionali, ha realizzato importanti accordi con i sindacati e avviato una politica di maggiore attenzione ai costi grazie a un piano di spending review che proseguirà per tutto il 2013”.

Data la debolezza dello scenario macroeconomico e finanziario di fine 2012, con un quarto trimestre molto negativo e previsioni di recessione anche sulla prima parte dell’anno in corso, è dunque necessario prestare la dovuta prudenza nelle previsioni: l’andamento della gestione del gruppo proseguirà con l’obiettivo di migliorare la redditività, ma al contempo di presidiare il profilo di rischiosità e di solidità secondo le linee di sviluppo indicate nel piano industriale approvato lo scorso luglio.

In particolare, le azioni nell’ambito del business con la revisione della struttura organizzativa e dell’offerta commerciale dovrebbero consentire di potenziare il presidio del territorio e della clientela, con benefici attesi sulla redditività e sulla produttività. Sotto il profilo commerciale, è stato evidenziato nei primi mesi di quest’anno la tenuta dei volumi di raccolta e impieghi rivolti soprattutto alle famiglie e alle imprese di medie e piccole dimensioni, con conseguente contributo positivo al margine di interesse e al margine da servizi.

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