Diritti Serie A, ecco perché il titolo Mediaset vola in borsa

Il titolo Mediaset continua a salire a Piazza Affari, dopo l'accordo con Sky per la spartizione dei diritti di Serie A.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Titolo Mediaset sale su diritti Serie ASi è chiusa in sostanziale parità la complessa partita dell’aggiudicazione dei diritti TV di Serie A del campionato italiano di calcio per le stagioni 2015-2018. Mediaset e Sky si sono spartite la torta, non senza un lungo strascico di polemiche, anche se alla fine nessuno può dirsi scontento.

I pacchetti messi all’asta dalla Lega Calcio erano quattro. Il pacchetto A riguardava le 8 principali squadre sul satellite, il pacchetto B il digitale terrestre allargato, quello C le interviste e lo spogliatoio e, infine, quello D le rimanenti 12 squadre di Serie A.

Sky ha vinto i pacchetti A e C per 572 milioni di euro, mentre Mediaset ha acquisito i pacchetti B e D, ma rivenderà a Sky quest’ultimo. La cifra sborsata dal Biscione è stata pari a 373 milioni di euro. Rispetto alla precedente stagione, il gruppo di Rupert Murdoch pagherà 8 milioni di euro in più, ma avrà i diritti su 78 partite in più, pur dovendo rinunciare allo sbarco sul digitale terrestre, per il quale aveva già previsto il decoder unico, cosa che aveva spaventato Cologno Monzese. Mediaset sborserà 96 milioni in più, trasmettendo meno partite, ma che rappresentano l’86% dell’intero share calcistico.

Complessivamente, quindi, la Lega Calcio otterrà 945 milioni di euro, 130 milioni in meno del previsto, ma 110 milioni in più della stagione in corso. D’altronde, tirare la corda non avrebbe portato benefici nemmeno ai padroni del calcio, che avevano la necessità di chiudere le aste al più presto, in modo da consentire alle squadre di Serie A di iscrivere a bilancio entrate certe, con le quali procedere agli acquisti dei giocatori. In ogni caso, i numeri pongono la Serie A italiana al secondo posto in Europa per incassi dalla cessione dei diritti TV. Al primo posto c’è la Premier League con oltre 1,2 miliardi di euro, al terzo la Liga spagnola con 652 milioni, al quarto posto la League 1 francese con poco più di 600 milioni e solo quinta è la Bundesliga tedesca con appena 546 milioni.

Detto questo, l’asta è stata un pò un pasticcio all’italiana, perché a vincere non sono state le offerte più alte. All’apertura delle buste del 5 giugno scorso, era risultato che Sky aveva presentato le offerte più alte per i pacchetti A e B per complessivi 779 milioni, mentre Mediaset aveva puntato tutto sul pacchetto D, mettendo sul piatto 321 milioni, ben 121 in più di Fox e 51 di Sky, ma legando la propria offerta all’ottenimento anche del pacchetto A o B.

Il conflitto tra Mediaset e Sky era sorto sull’interpretazione della legge Melandri, che vieterebbe l’assegnazione dei pacchetti più pregiati allo stesso operatore. La pensava così l’ufficio legale del Biscione, mentre Sky aveva intimato alla Lega di procedere, intanto, all’assegnazione dei pacchetti alle offerte più alte, salvo verificare con decisione dell’Antitrust l’interpretazione della norma. Di questo avviso era anche il governo. Ma a sua volta, Mediaset aveva diffidato Sky per turbativa d’asta. Fino all’accordo di ieri sera.

Ma nonostante i toni agguerriti tra le due parti, il senso degli affari li induce a un compromesso. Sky detiene i diritti per trasmettere le partite della Champions League fino all’anno prossimo, mentre Mediaset ha vinto l’asta per le tre stagioni successive. Sky, tuttavia, avrà anche l’Europa League. Già in passato (e dovrebbe accadere anche per le prossime stagioni), i due colossi televisivi si sono scambiati determinati pacchetti, al fine di non restare scoperti del tutto su un segmento di mercato del calcio.

Ovviamente, la sub-cessione dei diritti per il pacchetto D da Mediaset a sky è subordinato all’approvazione dell’Antitrust, che dovrebbe essere automatica, visto che nessuna delle parti in causa ha ovviamente motivo per fare ricorso. E il presidente della Lega di A, Maurizio Beretta, si è speso in favore di questo compromesso, “nell’interesse del consumatore”.

Si capisce, quindi, perché il titolo Mediaset abbia chiuso ieri in rialzo del 2,58% e anche questa mattina svetti in capo al listino milanese con un +4%. Non solo ha evitato che Sky vincesse l’intera gara per trasmettere le partite di Serie A, ma ha anche scampato il pericolo di un’integrazione tra satellite e digitale terrestre da parte di Sky, il concorrente oggi più temibile.

 

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