Crollo record prezzo oro: cosa spinge al ribasso?

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Il future con scadenza a giugno dell’oro ha chiuso ieri la seduta al Comex in ribasso del 9,3% a 1.361,1 dollari l’oncia, una quotazione ai minimi dal marzo del 2011, il crollo più alto dal 1983 in una sola seduta. Siamo ben al di sotto di quota 1.400 dollari, che solo agli inizi di aprile era stata considerata da Société Générale la soglia sotto la quale le quotazioni del metallo prezioso sarebbero scese entro la fine dell’anno. Invece, il tonfo è stato improvviso e repentino, specie dopo il taglio delle previsioni da parte di Goldman Sachs, per cui il prezzo non andrebbe oltre i 1.270 dollari l’oncia da qui alla fine del 2013.

 

Andamento prezzo oro: cosa ha scatenato il ribasso?

E pensare che più di un analista si era scommesso per lo sfondamento di quota 2 mila dollari per quest’anno. A scatenare le vendite pare che siano stati gli Etf, i fondi a gestione passiva, che sembrano volersi sbarazzare dell’oro. Ieri, ad esempio, in apertura di seduta era stato immesso a New York un ordine di vendita da 3,4 milioni di once, pari a un controvalore di 5 miliardi di dollari. Ma già dopo due ore le once vendute sono state 10 milioni e si vocifera che dietro vi sia stata la mano di Merrill Lynch.

A preoccupare gli investitori sono alcuni dati concomitanti. In primis, la Cina ha rallentato il passo della crescita, con un pil cresciuto nel primo trimestre di quest’anno del 7,7%, contro il +7,9% dell’ultimo trimestre del 2012 e meno dell’8% previsto. E trattasi del maggiore mercato di consumo di oro. Anche in India, poi, vi sarebbe una perdita di interesse verso il metallo.

A ciò si aggiungono le misure monetarie molto accomodanti delle principali banche centrali del pianeta, con l’eccezione della BCE. Ultimo e molto significativo è il caso della Bank of Japan, che ha annunciato di immettere in circolazione liquidità aggiuntiva per 1.400 miliardi di dollari in due anni (Giappone brinda all'”Abenomics” ma l’economia pompata è rischiosa). 

Tuttavia, contrariamente alle attese, queste politiche non starebbero scatenando reazioni inflazionistiche, per cui verrebbe meno la ragione principale per acquistare oro, ossia per tutelarsi dal rischio di crescita dei prezzi.

 

La crisi di Cipro come ulteriore spinta al ribasso

Non ultimo pesa molto il caso di Cipro. Nicosia potrebbe vendere le sue 10 tonnellate di riserve auree per coprire parte del gap che separa il fabbisogno finanziario dell’isola e gli aiuti resi disponibili da UE e FMI (Salvataggio di Cipro più caro, possibile la vendita dell’oro?).

Si tratta di un controvalore di circa 400 milioni di dollari, nulla rispetto ai volumi di negoziazione a livello planetario, ma ciò che conta è l’impressione che anche altri membri dell’Eurozona potrebbero essere indotti a vendere parte delle loro riserve di oro, scatenando un’ondata ribassista dei prezzi. Pensiamo, ad esempio, che solo la Banca d’Italia ha lingotti per 2.500 tonnellate e per un controvalore di non meno di 120 miliardi di dollari. 

E’ evidente che se una o più banche centrali decidesse di dismettere parte delle riserve, il mercato sarebbe ingolfato dalle vendite e il prezzo precipiterebbe.

 

Vendere o aspettare?

La domanda che il piccolo risparmiatore si starà ponendo in questo momento è: devo vendere o aspetto che le quotazioni si riprendano? Senza volontà alcuna di influire su scelte individuali, riportiamo l’opinione di Vincenzo Longo, Market Strategist di IG, per cui sotto il livello di 1.380 dollari si potrebbe scendere agevolmente a quota 1.300 dollari.

Più in generale, poi, facciamo la presente riflessione. Come per le altre materie prime, ad esempio, il greggio (anch’esso in calo nelle ultime sedute), le quotazioni dell’oro sono legate a quelle del dollaro USA, valuta di riferimento per le sue contrattazioni.

E dopo la mossa annunciata dalla BoJ e sulla previsione di possibili misure più accomodanti anche nell’Eurozona, il dollaro americano dovrebbe apprezzarsi nel medio termine, con ciò trascinando al ribasso le quotazioni dei beni espressi in questa unità valutaria (dollaro sale, oro scende; dollaro scende, oro sale).

Per rendervi le idee un pò più confuse non possiamo non notare come all’inizio della seduta odierna le quotazioni siano in risalita, probabilmente per i timori suscitati dagli attacchi terroristici alla maratona di Boston. Ma il ragionamento di breve-medio termine non cambia.

 

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