Crolla Eni: Scaroni indagato per tangenti in Algeria

Valanga di vendite su Eni dopo le indiscrezioni della stampa

di Enzo Lecci, pubblicato il

Raffica di vendite su Eni che a Piazza Affari sta cedendo il 4%. Secondo alcune indiscrezioni di stampa l’ad del Cane a Sei Zampe Paolo Scaroni sarebbe indagato in relazione allo scandalo tangenti in Algeria che sta demolendo la controllata Saipem. Eni era già crollata sotto i colpi delle vendite nel giorno in cui Saipem aveva lanciato il suo profit warning.

L’ad di Eni, grande artefice del successo internazionale della più prestigiosa azienda italiana, sarebbe indagato per corruzione. Le indiscrezioni su Scaroni non stanno comunque generando delle ripercussioni sul titolo Saipem che a Piazza Affari continua a mantenersi sul verde (+4,6%) in attesa della conference call con cui i vertice della controllata intendono fare chiarezza sulle prospettive 2013.

 

Aggiornamento 17.30

Secondo l’accusa Paolo Scaroni, avrebbe incontrato l’intermediario algerino Farid Noureddine Bedjaoui. Il cittadino algerino è indicato come l’uomo a cui Saipem ha pagato una tangente da 200 mln di euro per ottenere un contratto da 11 miliardi di dollari.

Grazie al pagamento della tangente Saipem avrebbe vinto la gara per il progetto Medgaz e per il progetto Mle in joint venture con l’ente di stato algerino Sonatrach. Il Cane a Sei Zampe ha seccamente smentito di aver agito contro la legge e lo stesso Scaroni si è dichiarato completamente estraneo ai fatti contestati dalla Procura della Repubblica di Milano. 

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