Creval si svena per salvare Tercas ma gli analisti restano scettici

La banca lombarda potrebbe ricapitalizzare la controllata di Teramo per 170-200 milioni, meno dei 300 necessari al salvataggio, ma dovendo fare ricorso a un probabile aumento di capitale

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

CrevalRisale oggi il titolo CreVal in borsa, scambiato in queste ore a Piazza Affari sopra 0,90 euro, quasi mezzo punto percentuale in più della chiusura di ieri, quando aveva subito un brusco tonfo, in seguito alle voci per cui l’istituto lombardo sarebbe in procinto di accollarsi il salvataggio di Tercas, la Cassa di Risparmio di Teramo, controllata all’8% insieme alla Fondazione di Teramo e ad altri soci privati.

 

LA LUNGA GIORNATA DI CREVAL – Banche in difficoltà, Creval crolla per salvare Tercas

 

Tercas è commissariata dal 4 maggio 2012 per via di gravi irregolarità e violazioni normative e stando alle valutazioni del commissario Ricardo Sora, servirebbero 300 milioni per integrare i ratios patrimoniali dell’istituto. La Banca d’Italia aveva auspicato una cordata tra le quattro fondazioni adriatriche (Teramo, Pescara, L’Aquila e Chieti), perché solo i quattro enti avrebbero potuto ricapitalizzare Tercas della cifra necessaria. Tuttavia, l’iniziativa è sfumata, ad esempio, Chieti si è ritirata per via di questioni politiche e CreVal starebbe pensando a una soluzione che prevederebbe la fusione tra Tercas e le controllate al 95% di Caripe (Cassa di Risparmio di Pescara) e al 100% di Carifano. Il nuovo istituto che nascerebbe dall’integrazione delle tre banche si chiamerebbe Cassa dell’Adriatico e potrebbe contare su 200 filiali e masse per 6,5 miliardi di euro.

Il controllo di CreVal sarebbe rafforzato da un’iniezione di 170-200 milioni di euro, al di sotto dei 300 stimati dal commissario, ma l’istituto di Sondrio punterebbe anche alla rivalutazione del patrimonio immobiliare per coprire la differenza.

D’altronde, la strategia del Credito Valtellinese è di controllare a rete una serie di banche locali, come già sta facendo, oltre che con Tercas, anche con Carifano e con Credito Siciliano.

 

Rating Creval: l’avviso degli analisti

Tuttavia, gli analisti non sono affatto positivi sull’intervento di Sondrio, in quanto questi dovrebbe rivolgersi agli azionisti per impiegare le risorse necessarie all’operazione, varando un aumento di capitale. E non sarebbe di scarso impatto per una banca che capitalizza in borsa 425 milioni di euro circa.

Equita sim mantiene sul titolo CreVal un rating buy e target price a 1,36 euro, ma lo ha tolto dal portafoglio small cap, proprio successivamente alle voci di un salvataggio di Tercas. Moody’s ha declassato CreVal un mese fa, tagliando il rating di lungo periodo da Baa3 a Ba3, quello di breve termine da Prime-3 a Not-Prime e lo Standalone bank financial strenght rating da D+ a E+ con outlook stabile. A seguito di tali declassamenti, CreVal avrà maggiori difficoltà a rifinanziarsi nei prossimi 1-2 anni, con la previsione di un elevato costo per l’ottenimento del credito. Proprio questa prospettiva potrebbe spingere l’istituto a chiedere un impegno agli azionisti, i quali dovrebbero mettere mano al portafoglio per l’operazione Tercas.

 

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