Credit Suisse: le cinque ragioni per investire in Giappone

La svolta monetaria del Giappone rappresenterebbe un'opportunità per accrescere le esposizioni verso la Borsa di Tokyo

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

L’istituto elvetico Credit Suisse non ha dubbi. Esistono almeno cinque ragioni per investire in Giappone, tanto che la stessa banca svizzera ha accresciuto la sua esposizione verso la borsa nipponica. Ecco, quali:

 

1) Politica monetaria. La Bank of Japan ha annunciato una svolta di politica monetaria, che sarà ben più aggressiva e accomodante del recente passato. Il target d’inflazione sarà innalzato al 2% annuo in 24 mesi e per raggiungere il quale sarà immessa in circolazione nuova massa monetaria per 1.400 miliardi di dollari in due anni, raddoppiando la base attuale, attraverso acquisti di titoli di stato, obbligazioni immobiliari e fondi. Tale misura avrà l’effetto di svalutare di un altro 22% circa lo yen fino a quota 120 contro il dollaro USA, accrescendo l’export del Giappone. La svolta sarebbe possibile, anche considerando che il Paese detiene attività all’estero pari al 60% del pil, mentre l’unico rischio reale sarebbe l’inflazione;

 

2) Crescita del pil. Già da dicembre ad oggi, ossia dall’annuncio del nuovo corso del governo di destra, il pil sarebbe tendenzialmente cresciuto del doppio e secondo il consensus dovrebbe aumentare dell’1,3% quest’anno e di almeno l’1,2% l’anno prossimo, sostenuto da investimenti pubblici e dalla crescita di quelli immobiliari;

 

3) L’innalzamento del target d’inflazione al 2% dovrebbe spingere gli investitori privati e i fondi verso il comparto azionario. Ad oggi, il 56% del portafoglio dei privati giapponesi è cash, mentre i fondi hanno investimenti in azioni per solo il 9,7% dei loro assets;

 

4) Potenziale di ristrutturazione. L’indice di remunerazione del capitale, il roe (return on equity) e quello di remunerazione sul capitale investito o roic (return on invested capital) sono ad oggi la metà di quelli americani, così come la produttività oraria è del 30% inferiore a quella in Francia. Da ciò, gli svizzeri ritengono che vi sia spazio per grossi spazi potenziali di crescita. Tuttavia, bisogna anche ammettere che proprio le politiche di svalutazione competitiva di Tokyo potrebbero, al contrario, dissuadere le aziende giapponesi dall’investire in maggiore produttività, pertanto, il punto resta controverso;

 

5) Valutazioni positive sulla Borsa di Tokyo. Con la discesa dello yen sul dollaro del 22%, l’indice Nikkei salirebbe del 20% circa. A ciò bisogna aggiungere che il 30% delle previsioni degli analisti tende al rialzo con riguardo ai profitti aziendali, quando la tendenza è negativa per le imprese di USA ed Europa. In particolare, sono dieci i titoli consigliati: Bridgestone, Hino Motors, Fanuc, Softbank, Canon, Murata Manifacturing, Toshiba, Ms&Ad Insurance, Sumimoto Electric e Mitsui Fudosan.

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