Chiusura Borsa Milano: tracollo Unicredit. L’Ucraina fa davvero paura

L'Ftse Mib va a picco con l'aggravarsi della crisi in Ucraina. I mercati temono un conflitto tra Kiev e Mosca con conseguenze che sarebbero inimmaginabili

di Enzo Lecci, pubblicato il

stop piazza affariCome un fulmine il rischio di un conflitto armato tra Ucraina e Russia (con tutto quello che un evento simile potrebbe comportare) ha fatto la sua irruzione sui mercati occidentali. Il risultato è stato il crollo della Borsa di Milano che si è presentata al traguardo delle 17,30 una flessione del 3%. Al di la di Piazza Affari, l’aria è stata comunque pesante su tutte le borse europee, sulla borsa del Giappone e sulla Borsa Usa. Fin dall’apertura degli scambi, gli investitori si sono mostrati molto preoccupati per una possibile guerra tra i due paesi per il possesso della Crimea. Nel secondo pomeriggio, poi, le borse hanno ulteriormente allargato il passivo a seguito dell’invio di un perentorio ultimatum a Kiev da parte della autorità del Cremlino. Immediato sgombero della Crimea: è stata questa la richiesta della Russia all’Ucraina. 

Dinanzi ad una situazione simile che lascia intravedere scenari veramente spaventosi, i titoli che a Milano hanno sofferto maggiormente sono stati quelli più esposti in Ucraina a partire dalla big Unicredit che è andata subito sotto e ha poi via via allargato le perdite man mano che le notizie negative in arrivo dall’Est sono diventate sempre più assordanti. Unicredit paga la presenza di una sua controllata in Ucraina e sopratutto l’inevitabile decisione di chiudere le sue filiali nella capitale della Crimea (Unicredit crolla a Piazza Affari. Perchè impazzano le vendite? e Unicredit limita i prelievi bancomat in Crimea).

Se a questa situazione si aggiungono poi i non brillanti dati macro di oggi, si comprende il perchè a Piazza Affari ci sia stava veramente poca voglia di scommettere (Debito pubblico italiano mai così alto. Pil indietro di 14 anni) con gli investitori che si interrogano su quelle che potrebbero essere le conseguenze nel caso in cui la situazione ad est dovesse precipitare.

 

APPROFONDISCI – Venti di guerra in Ucraina. Cosa accadrebbe in Europa?

 

Chiusura Borsa Milano: i colori dell’Ftse Mib

Valanga di rossi ull’Ftse Mib con Unicredit che ha lasciato sul parterre il 5,98%. Piazza Cordusio a parte, è stato comunque tutto il settore bancario a soffrire con Ubi Banca in calo del 4,69%, Intesa Sanpaolo a -4,10%, Mediobanca a -3,04%, Banca Popolare di Milano a -3,48% e e Monte dei Paschi in calo del 2,99%. Unico bancario a limitare i danni è stato il Banco Popolare che ha perso “solo” l’1,63% grazie ad una serie di promozioni in scia al via libera all’aumento di capitale (Aumento capitale Banco Popolare: tutti i dettagli e le tappe).

Rossi anche tra gli industriali con Buzzi Unicem che ha perso il 7,55% e Enel il 3,28%. Particolarmente preoccupante è la posizione del gruppo cementifero che ha forti interessi sia in Russia che in Ucraina (il 16% dell’Ebitda di Buzzi Unicem proviene dalle due nazioni). 

 

Argomenti: Borsa Milano