Chiusura Borsa Milano sulla parità: Fiat ferma, Saipem ancora giù

Seduta interlocutoria con i titoli principali che non approfittano del clima positivo sui mercati internazionali. Banche positive con il restringimento dello spread

di Carlo Robino, pubblicato il

borsa milano 3In chiusura di contrattazioni la Borsa di Milano perde un’altra occasione con il Ftse Mib in sostanziale parità (+0,02%) fermo a 16.197 punti. I mercati hanno risposto positivamente alle dichiarazioni di Mario Draghi che si è detto disponibile ad intraprendere misure non convenzionali per frenare la dura recessione nell’Eurozona (BCE, Draghi mantiene aperta la finestra sulle misure non convenzionali). Gli investitori hanno poi fatto il pieno di fiducia alla lettura dell’indice Zew di giugno, con in tedeschi che vedono migliori prospettive economiche nell’immediato futuro (Cresce ancora la fiducia dei tedeschi, indice Zew positivo a giugno). Listini europei che poi hanno preso decisamente il volo sull’apertura in crescendo di Wall Street (Apertura Wall Street vivace: bassa pressione sull’inflazione) con i trader di New York in palpitante attesa per le mosse di domani della Fed (Domani in Borsa: focus sulle decisioni della Fed). 

 Banche contrastate, crollo Rcs

La flessione dello spread a 272 punti rimette in luce il comparto finanziario. Unicredit ha preso l’1,36% a 4,026 euro, Mediobanca l’1,70% a 5,085 euro, Ubi Banca l’1,13% a 3,056 euro, Banco Popolare lo 0,20% a 1 euro, Intesa SanPaolo lo 0,07% a 1,35 euro. MPS in rialzo dello 0,57% a 0,211 euro dopo che ieri è stato presentato alla Commissione Europea il piano industriale dell’istituto senese (MPS, il piano di ristrutturazione all’esame dalla Commissione Europea). Sul fronte industriale Fiat chiude stabile a 5,65 euro dopo che a maggio ha sottoperformato il mercato auto europeo (Calo record delle immatricolazioni in Europa e Fiat sprofonda). Nonostante il divieto di vendite allo scoperto l’umore del mercato su Saipem è stato sempre pesante. La raffica di valutazioni degli investitori ha fatto perdere alla controllata Eni il 2,46% a 13,89 euro (Saipem, in 5 mesi persi 11 mld di capitalizzazione. Cosa preoccupa il mercato). Fuori dal listino principale si segnala il tracollo di Rcs che ha lasciato sul terreno il 13,65% dopo che il socio forte Rotelli ha dichiarato l’intenzione di non sottoscrivere l’aumento di capitale in corso (Rcs precipita a Piazza Affari: no di Rotelli all’aumento di capitale). Intanto in base al decreto del Fare del governo Letta è stato rinviata ad ottobre il pagamento della Tobin Tax (Tobin Tax sui derivati, il pagamento slitta a ottobre). 

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