Chiusura Borsa Milano positiva: svettano Ubi e Fiat, crollano Eni e Telecom

Piazza Affari snobba Tokyo e dati Usa e registra una seduta in moderato rialzo. Goldman Sachs influisce su acquisti e vendite mentre Telecom annuncia la decisione di vendere la rete d'accesso

di Carlo Robino, pubblicato il

La Borsa di Milano, come evidenziato fin dalle prime battute di giornata (Apertura Borsa di Milano: scatto di Pirelli e banche, cala Eni), ha concluso la seduta in modo positivo. L’indice di riferimento di Piazza Affari, il Ftse Mib, in chiusura di negoziazioni, ha chiuso con un +0,66% a 17.350,96 punti, risultando uno dei listini più brillanti in Europa. La fiducia degli investitori italiani si è incrementata a seguito del collocamento di Btp a 5 e 10 anni, con il rendimento per i titoli a più lungo termine che è tornato sopra il 4% (Asta Btp, il decennale risale sopra il 4%). A livello più ampio mentre il Giappone ha ridimensionato anche oggi gli effetti della Abenomics sul suo mercato azionario (Chiusura Borsa Tokyo -5,15%: tonfo fragoroso del Nikkei e Altro che comprare obbligazioni in valuta estera, i giapponesi stanno vendendo), gli Usa sembrano ancora preoccupati da una possibile diminuzione dello stimolo monetario Fed che, tuttavia,  non ha ancora  impresso un’accelerazione decisiva alla piena ripresa della prima economia mondiale (Apertura Wall Street cauta: domina l’incertezza). 

I titoli che hanno segnato la ripresa del Ftse Mib

I titoli delle nostre banche hanno dimostrato anche oggi di attraversare un momento borsistico felice. Ubi Banca ha addirittura concluso in vetta al Ftse Mib (+3,56% a 3,492 euro) grazie alla promozione di Mediobanca (Ubi Banca: Mediobanca alza il Rating a Outperform, target price alzato a 4). Bene le altre big, con Unicredit che ha guadagnato l’1,86% a 4,37 euro, Intesa SanPaolo l’1,96% a 1,456 euro, Monte dei Paschi l’1,15% a 0,237 euro, Banco Popolare l’1,10% a 1,198 euro, mentre l’unica ad essere in controtendenza è stata BPM che ha lasciato sul parterre lo 0,99% a 0,44 euro, nonostante le dichiarazioni, inizialmente apprezzate dal mercato (BPM in luce: Bonomi non desiste sulla governance), di Andrea Bonomi. Sul fronte industriale in grande evidenza Fiat (+3,31% a 5,93 euro) grazie al rafforzamento dell’ipotesi di fusione con Chrysler su tempi relativamente brevi (Fiat: entro il 2013 la fusione con Chrysler?) e sul conseguente giudizio positivo di Goldman Sachs (Fiat: Goldman Sachs alza il Target Price, rating inalterato). Oggi la casa d’affari Usa ha influito sulle decisioni di investimento degli operatori di Piazza Affari. Pirelli ha guadagnato il 3,08% a 8,86 euro per azione (Pirelli & C: Goldman Sachs alza il Rating a Neutral, target price inalterato) mentre Eni ha ceduto l’1,44% a 17,84 euro per azione (Eni in ribasso, è fuori dalla Pan-Europe Buy List di Goldman Sachs). Sempre grazie al giudizio de broker, Stm prolunga il suo periodo positivo e conclude a +3,01% a 7,365 euro (Stm positiva, ancora una seduta da incorniciare). A scivolare sul fondo del listino principale di Milano Telecom Italia (-1,70% a 0,636 euro per azione), che al termine del cda, conclusosi a mercati ormai chiusi, ha annunciato l’approvazione del progetto di societarizzazione della rete di accesso. A questo punto potrà essere approfondito la trattativa con Cdp per la vendita dell’asset infrastrutturale.

Argomenti: Borsa Milano, FCA