Chiusura Borsa Milano: MPS in caduta libera, bancari deboli

L'Ftse Mib ha mandato in archivio la seconda seduta della settimana con un calo dello 0,28%. Molti i rossi tra i bancari

di Enzo Lecci, pubblicato il

Borsa milano neraLa Borsa di Milano, al termine di una seduta priva di grandi scosse, si è presentata al traguardo delle 17,30 con l’Ftse Mib in calo dello 0,28%. Il ritmo delle contrattazioni non ha riservato particolari sorprese per tutta la giornata con la Borsa di Milano che ha aperto gli scambi in frazionale rialzo per poi bruciare rapidamente il verde in scia alla pubblicazione dell’indice IFO tedesco (In Germania cala l’indice IFO. Ftse Mib passa in rosso e Ma l’Eurozona è davvero in ripresa? Dubbi anche dall’IFO tedesco). In assenza di dati macro di peso, l’attenzione degli investitori è stata tutta rivolta a specifici titoli a partire da Monte dei Paschi che anche oggi non è riuscito a fare prezzo in avvio di scambi per poi essere ammesso alle contrattazioni ed essere subito sommerso dalle vendite (Aumento capitale MPS: le azioni vanno a picco a Piazza Affari).

Il segno rosso che si è imposto sul paniere di riferimento della borsa italiana a metà mattinata non è venuto meno neppure nel pomeriggio quando, l’avvio incerto della Borsa di Wall Street, non ha certamente fornito munizioni agli investitori (Apertura Wall Street: indici contrastati dopo i dati macro).

 

Chiusura Borsa Milano: i colori dell’Ftse Mib

Come abbiamo messo in evidenza nella premessa, a spingere in rosso Piazza Affari sono stati alcuni specifici titoli. La maglia nera della giornata è andata a Monte dei Paschi che ha perso il 13,35% al termine di una seduta drammatica. Male anche gli altri bancari con Banco Popolare che ha ceduto il 2,35%, Banca Popolare di Milano in calo dell’1,67% e Ubi Banca che ha chiuso a -0,45%. Segni rossi anche per le big  Intesa Sanpaolo e Unicredit con la prima che ha perso l’1,8% e Piazza Cordusio a -2,4% (Unicredit: Ghizzoni ha venduto oltre 32mila azioni).

Al di fuori del comparto bancario segnaliamo il +0,4% di A2A con l’utility che ha beneficiato dell’upgrade di Goldman Sachs (A2a: Goldman Sachs alza il Rating a Neutral, target price inalterato) e il +0,25% di Eni (Eni vola ai massimi dal 2008. Cosa spinge gli acquisti?).

 

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