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Chiusura Borsa Milano: la Siria e il debito Usa mandano ko l’Ftse Mib

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chiusura borsa milanoSeduta da dimenticare per la Borsa di Milano che dopo un timido tentativo di recupero avvenuto durante le prime battute della giornata, è stata subito condizionata dal clima negativo che si è tornati a respirare a livello internazionale. Se nei giorni scorsi lo scivolone di Piazza Affari era da imputare a questioni “interne” (con l’ipotizzata crisi di governo a seguito delle divergenze Pd-PdL sul destino del condannato Silvio Berlusconi), oggi sono stati i grandi temi “esteri” a gravare sull’andamento di Milano. Ci riferiamo a due diversi focolai di tensione: la Siria e gli Usa. Nel primo caso i mercati sembrano iniziare a posizionarsi in vista di escalation della guerra civile (con la probabile azione di Usa e Gran Bretagna) mentre nel secondo caso gli investitori temono una nuova guerra dei nervi tra Democratici e Repubblicani sulla questione del tetto del debito federale (per tutte le informazioni a riguardo si legga: (Crisi di liquidità in Usa? Per il Tesoro il tetto sul debito sarà sforato a ottobre). 

In questo contesto per la nostra Borsa (e più in generale per tutte le borse europee) cercare la strada di un rilancio è stato impossibile. Per tutta l mattinata a subire le conseguenze delle tensioni internazionali sono stati tutti i principali titoli dell’Ftse Mib. La stessa Ubi Banca, unico segno verde in apertura di scambi in scia a una trimestrale migliore delle attese, ha rapidamente annullato i guadagni portandosi stabilmente in zona rossa (Trimestrale Ubi Banca: sorpresa utili nel secondo trimestre ma il semestre non convince). Nessun particolare impatto sull’andamento delle contrattazioni è scaturito dall’esito dell’asta di CTZ (Titoli di stato, assegnati CTZ e BTP€i per 4 miliardi. 120 mld di debito in scadenza entro fine 2013) e dalla diffusione dell’indice Ifo tedesco (In Germania cresce l’indice Ifo, buono spunto per le borse europee “ingessate”).

L’apertura della Borsa di Wall Street non ha poi portato alcun beneficio alla nostra borsa. Sugli indici americani, infatti, ancora più forte è stato il freno esercitato dalla questione debito e dalla crisi siriana (Apertura Wall Street: sugli indici irrompe la questione debito Usa).

 

Chiusura Borsa Milano: dentro l’Ftse Mib

Al traguardo delle 17,30 l’Ftse Mib si è presentato con una flessione del 2,34%.  Le vendite si sono accanite ancora una volta sul comparto bancario con Intesa in calo del 4,37%, Unicredit a -4,17%, Mediobanca in flessione del 4,09%, Banco Popolare a -3,19% e Ubi Banca in perdita del 3,42%. In questo contesto il rosso di BPM (-2,2%) è sembrato davvero poca cosa.

Valanghe di segni rossi anche tra gli industriali con Buzzi Unicem che ha lasciato sul terreno il 4,45% e Fiat che ha chiuso a -3,67% (Fiat: Exane alza il Target Price, rating inalterato).

 

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