Chiusura Borsa Milano: Intesa e Ubi maglie nere. Ftse Mib massacrato dalle vendite

Il cattivo umore dei mercati internazionali colpisce il Ftse Mib che risulta il peggior listino europeo. Banche deboli e così sul segmento principale si scorgono tutti pesanti rossi. Positiva invece Rcs

di Carlo Robino, pubblicato il

Seduta decisamente negativa per la Borsa di Milano che, con le numerose vendite concentrate sull’intero Ftse Mib, è risultato il peggior listino europeo. In chiusura di contrattazioni, infatti, il Ftse Mib ha ceduto il 3,06% a 17.008 punti. La preoccupazione degli investitori si è avvertita già prima dell’avvio delle contrattazioni con il tonfo clamoroso di Tokyo (Chiusura Borsa Tokyo: improvviso crollo degli indici). Le politiche ultra espansioniste che cominciano a mettere in evidenza i loro punti deboli, unite al calo della domanda in Cina ha innescato quello che può essere definito uno tsunami sull’azionario giapponese  (Tsunami sulla Borsa di Tokyo: perchè il Nikkei è crollato?). A Wall Street gli indici hanno leggermente corretto il tiro dopo un avvio disastroso (Apertura Wall Street: indici in profondo rosso) grazie a dati macro positivi sia interni (Usa: vendite nuove case +2,3% ad aprile) che provenienti dell’Eurozona (Germania e Francia: segnali di ripresa dal Pmi Manifatturiero). In Italia invece le indicazioni fornite dall’Istat sono tutt’altro che incoraggianti (Consumi in picchiata a marzo. Tiene la grande distribuzione) tanto che le istituzioni sono sempre più preoccupate, dato anche la scarsa forza propulsiva del nuovo esecutivo a guida Enrico Letta (Troppe tasse e manifatturiero allo sbando. Squinzi: “Italia sull’orlo del baratro”).

Il Ftse Mib è stato un monocolore “rosso”

Anche oggi i titoli bancari sono stati i più colpiti dalle vendite (Profondo rosso a Piazza Affari: i bancari vanno a picco). Intesa SanPaolo ha ceduto il 4,24% a 1,399 euro, Ubi Banca il 4,20% a 3,376 euro, Mediobanca il 4,18% a 4,906 euro e Banco Popolare il 3,86% a 1,197 euro. Unicredit nonostante le dichiarazioni di Ghizzoni ha perso il 3,70% a 4,17 euro, mentre la possibile collaborazione con Banco Posta (MPS e Banco Posta: rumors su ipotesi di alleanza) non ha risparmiato a Monte dei Paschi una perdita  del 3,57% a 0,232 euro. Le recenti polemiche sul possibile trasferimento in Inghilterra di Fiat Industrial (Fiat Industrial si trasferirà nel Regno Unito. Tasse troppo alte in Italia) hanno fatto perdere alla galassia Fiat oltre il 4%. Giornata di valutazioni per Telecom Italia e Generali da parte di Standard & Poor?s. Il colosso tlc, il cui cda si è riunito per discutere il dossier sullo scorporo della rete (Telecom Italia, fusione con 3 Italia e spin-off rete sotto i riflettori) ha ceduto l’1,44% a 0,652 euro mentre il Leone di Trieste il 3,01% a 14,20 euro sulle prospettive incerte del mercato italiano messe in evidenza dall’agenzia di rating (Generali: S&P conferma il rating A). Festeggia invece Rcs che strappa un +1,89% a 0,7260 sulla scia dell’imminente aumento di capitale (RCS sull’altalena a Piazza Affari). 

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