Chiusura Borsa Milano in rosso: MPS resiste al crollo delle banche

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Seduta nervosa per la Borsa di Milano che in chiusura di contrattazioni scivola sotto la soglia dei 17.000 punti. Il Ftse Mib ha ceduto lo 0,96% a 16.971 punti così come il più ampio Ftse All Share che ha chiuso a 17.959,21 punti. Dopo l’iniziale delusione per la chiusura al ribasso di Tokyo, delusa dal piano per la crescita delineato da Shinzo Abe (La crescita secondo Shinzo Abe, ecco il piano per rilanciare il Giappone), gli indici di Piazza Affari hanno cominciato a risalire fino a raggiungere un massimo intraday a 17.270 punti. Il buon andamento del settore bancario da un lato (Credit Suisse scommette sui titoli bancari italiani) e la buona indicazione dagli indici Pmi europei dall’altro (In Europa frena la recessione ma il terziario scivola ancora), hanno spinto le quotazioni milanesi ma nel pomeriggio le indicazioni provenienti dagli Stati Uniti hanno appesantito il sentiment. I posti di lavoro creati a maggio sono stati inferiori a quanto previsto (USA: creati meno posti di lavoro del previsto) così Wall Street ha cominciato col piede sbagliato (Apertura Wall Street in rosso: attesa per il Beige Book). Nel corso della seduta i nuovi dati sotto le attese hanno peggiorato l’umore fra gli investitori USA (USA: dati macro in chiaroscuro).

I titoli più in vista oggi

Le banche durante il corso della seduta hanno perso completamente l’appeal che si era registrato nella prima parte della seduta. La più venduta è stata BPM (-2,63% a 0,422 euro) che ha pagato l’incertezza sul cambio di governance di cui si sta parlando da diverso tempo (BPM a picco, nuova governance prima del 22 giugno?). Molto debole anche il Banco Popolare (- 2,03% a 1,11 euro) che a mercato chiuso ha annunciato la cessione di BP Hungary (Banco Popolare punta solo sull’Italia: ceduta BP Hungary). Le vendite hanno riguardato anche Intesa SanPaolo che ha ceduto l’1,66% a 1,425 euro, Ubi Banca (-0,86% a 3,476 euro) e Mediobanca (-0,78% a 5,105 euro). In chiara controtendenza MPS che ha svettato con un +4,38% per un prezzo finale di chiusura di 0,26 euro per azione. Sull’istituto senese, ormai in pieno rally azionario (MPS svetta a Piazza Affari, +55% da aprile), è forte l’appeal speculativo sul cambio dello Statuto (Deutsche Bank snobba gli sportelli di MPS). In luce Ansaldo STS (+1,42% a 7,485 euro) in scia agli investimenti annunciati dalle Ferrovie russe in vista dei Mondiali di Calcio del 2018 (Ansaldo Sts pronta a raccogliere i benefici dei Mondiali di Calcio in Russia) e Fiat (+1,69% a 6,325 euro) sull’annuncio della convocazione dell’assemblea degli azionisti di Fiat Industrial (+0,34% a 8,91 euro). Fuori dal listino principale, crollo per Camfin (-7,36% a 0,793) dopo l’annuncio del lancio dell’OPA totalitaria da parte della Lauro sessantuno (Opa su Camfin e il titolo precipita a Piazza Affari).

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