Chiusura Borsa Milano in rosso: la cedola affossa Enel, svetta Fiat

Spread a quota 300 ma le "big banks" terminano positive. Crolla BPM così come Terna e A2a

di Carlo Robino, pubblicato il

piazza affari rossoIn chiusura di contrattazioni la Borsa di Milano si attesta in forte ribasso ma comunque in rialzo rispetto ai minimi intraday quando aveva raggiunto i minimi di novembre 2012 (14.901,82 punti). Il Ftse Mib ha così chiuso con un -0,93% a 15.112,38 punti. Il sentiment è stato influenzato dalle continue tensioni provenienti dai mercati asiatici, a loro volta innescate dalle incertezze per quelle che saranno le evoluzioni della politica monetaria in Usa (con il presidente della Fed Ben Bernanke che ha detto a chiare lettere che nulla sarà più come prima dopo il 2014) e dai timori per la situazione economica in Cina, la cui crescita è rallentata notevolmente negli ultimi mesi mentre all’orizzonte appare lo spettro di un “credit crunch” (Chiusura Borsa di Tokyo in rosso: timori sulla Cina e Cina, il miracolo economico è ufficialmente finito). Wall Street sta sperimentando sulla propria pelle la fine dell’ubriacatura da eccessiva liquidità sui mercati (Apertura Wall Street negativa: timori per il credit crunch in Cina) che sta mettendo sotto pressione i rendimenti di bond e titoli di stato (Effetto Fed sui bond: spread e rendimenti in rialzo. Inizia a svanire la bolla finanziaria). Lo spread fra Btp e Bund è così schizzato in area 300 punti mettendo sotto pressione l’intero Ftse Mib.

Effetto stacco cedole sulle quotate di Piazza Affari

A zavorrare l’andamento di Piazza Affari lo stacco dei dividendi alcune big (Stacco dividendi 2013: il programma del 3 giugno). Delle principali Enel ha lasciato sul parterre il 6,40% a 2,398 euro, Terna il 4,78% a 3,11 euro e A2A il 7,78% a 0,563 euro. Ricordiamo che tecnicamente l’attribuzione del dividendo agli azionisti genera una flessione del prezzo del relativo titolo corrispondente all’importo del dividendo unitario. Fragoroso il tonfo di Banca Popolare di Milano che, più volte sospesa (BPM sospesa dopo l’aumento di capitale), ha lasciato sul terreno il 3,34% dopo che sabato l’assemblea degli azionisti ha dato il via libera all’aumento di capitale da 500 mln di euro necessario per il rimborso dei Tremonti Bond (Aumento capitale Banca Popolare Milano: via libera dell’assemblea). Contrastato il comparto bancario dopo il report degli esperti di Mediobanca (Banche italiane: ecco i segnali di ripresa) con Intesa SanPaolo (+1,23% a 1,232 euro), Ubi Banca (+2,14% a 2,87 euro) e Unicredit (+2,20% a 3,724 euro) nettamente in positivo. Acquisti anche su Generali (+0,23%) dopo l’ok dell’Ivass al piano di razionalizzazione della attività italiane (Generali: parte la razionalizzazione della attività in Italia) e Fiat (+3,80%) che ha svettato sul listino principale grazie al buon esito delle trattative con le banche (Fiat: svetta a Piazza Affari su rifinanziamento del debito). 

Argomenti: Borsa Milano, Enel, FCA

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