Chiusura Borsa Milano: gli indici rallentano, acquisti sulle banche

Ftse Mib debole per gli scricchiolii dell'Eurozona. Bene le banche mentre Telecom Italia perde terreno sulle indiscrezioni stampa

di Carlo Robino, pubblicato il

Seduta negativa per la Borsa di Milano sulla scia di uno scenario economico-finanziario sempre incerto. Alla chiusura delle contrattazioni il Ftse Mib ha ceduto lo 0,50% a 15.935 punti. Il focus dei mercati è sempre incentrato sulla crisi di Cipro che, ancora senza un accordo sul piano di salvataggio, è nel pieno caos. Per cercare di scongiurare la corsa agli sportelli le autorità cercano di prendere tempo fissando in martedì il giorno in cui riapriranno le banche dell’isola (Cipro nel caos, banche chiuse fino a martedì). Nel frattempo, mentre gli ultimi dati macro confermano tutta la debolezza dell’attuale economia europea (Germania, il manifatturiero tira il freno a mano), il governo italiano ha annunciato che verranno immessi nel sistema 40 miliardi di euro fra il 2013 e nel 2014. Inoltre, grazie alle politiche di rigore adottate nell’ultimo anno e mezzo, sarà possibile procedere ad un allentamento dei vincoli del patto di stabilità delle amministrazioni locali. Sul fronte delle altre piazze finanziarie, il Giappone festeggia le misure annunciate dal nuovo governatore BoJ Kuroda (La Bank of Japan apre a un piano di acquisti illimitati) mentre Wall Street procede debole nonostante le parole di ieri di Ben Bernanke (Apertura Wall Street contrastata: crollo di Oracle). 

Le quotate da segnalare

Sul listino principale, grazie allo spread Btp Bund stabile a 322 punti, si sono registrati acquisti sui titoli bancari. Bpm ha guadagnato l’1,63% a 0,50 euro, Ubi Banca il 2,34% a 3,15 euro, Banco Popolare l’1,19% a 1,106 euro, Mediobanca lo 0,55% a 4,41 euro. Intesa SanPaolo ha strappato un +0,58% a 1,213 euro sulle voci di un robusto piano di dismissione del patrimonio immobiliare (Intesa Sanpaolo: in vendita parte del patrimonio immobiliare ). In controtendenza Unicredit (-1,09% a 3,64 euro) e Mediolanum (-3,81% a 4,448 euro) nonostante i conti 2012 di quest’ultima siano stati decisamente positivi in termini di utile e dividendo (Dividendo Mediolanum 2013 in crescita, utile 2012 boom). Ha chiuso in ribasso anche Fonsai (-0,69% a 1,30 euro) nonostante i conti 2012 (Dividendo Fondiaria Sai 2013 assente, 2012 ancora in rosso) e l’accordo Unipol-sindacati sul piano di esuberi (Fusione Fonsai Unipol: scongiurati i 2.000 esuberi). E’ ritornata invece sotto i riflettori Telecom Italia (-1,53% a  0,611 euro) in scia ad un articolo de Il Sole 24 Ore che prova ad anticipare le mosse future dei soci di Telco, la holding che controlla il gruppo tlc (Telecom Italia negativa: soci di Telco pronti a defilarsi?).

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