Chiusura Borsa Milano: Draghi non illumina Piazza Affari

Il taglio dei tassi era scontato e così preoccupano le deboli prospettive dell'economia europea. Svettano A2A e Mediaset, mentre crollano Tenaris e Buzzi Unicem

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La Borsa di Milano in chiusura di scambi archivia un’altra seduta in leggero ribasso. Il Ftse Mib ha infatti registrato un -0,12% a 16.748 punti recuperando nel finale dopo che a metà pomeriggio l’indice principale di Piazza Affari aveva toccato i 16.515 punti. Contrariamente a quanto si possa pensare, il taglio dei tassi di interesse da parte della BCE (Tassi Bce tagliati di 25 pb, analisti scettici sugli effetti) ha indebolito l’andamento delle piazze finanziarie europee tra cui Milano. La decisione infatti era ampiamente prevista e per questo già incorporata nelle brillanti sedute dell’ultimo periodo. Gli investitori hanno piuttosto posto l’attenzione sulle parole pronunciate dal governatore dell’Eurotower Mario Draghi nella consueta conferenza stampa. L’ex numero uno di Bankitalia ha parlato di una decisione presa in ragione del basso livello di inflazione e dettata dalla necessità di riattivare il circuito del credito a stimolo dell’economia (Taglio tassi Bce: e ora cosa accadrà?). Le previsioni sulla crescita economica europea sono ancora orientate alla prudenza, segno di una debolezza dell’Eurozona dimostrata peraltro dagli ultimi dati di aprile sull’indice Pmi manifatturiero (Il calo del manifatturiero conferma la crisi economica in Europa). Sul fronte Usa, la possibilità di un incremento del programma di acquisto di bond da parte della Fed (I tassi Fed restano fermi, Bce pronta al taglio?) e i positivi dati macro di oggi hanno spinto al rialzo Wall Street (Apertura Wall Street positiva: ottimismo sui mercati).

I titoli più scambiati oggi a Piazza Affari

La seduta è stata caratterizzata dal crollo di alcuni titoli di secondo piano. Tenaris è risultata la peggiore del listino principale a seguito della trimestrale sotto le attese (Tenaris maglia nera a Piazza Affari dopo la trimestrale) e del downgrade da parte di Banca Akros (Tenaris: Banca Akros abbassa il Rating a Reduce, target price abbassato a 15.5). Il produttore di tubi utilizzati nell’estrazione di idrocarburi ha così ceduto il 4,16% a 16,14 euro. Particolarmente negativa anche la performance dei due titoli attivi nel settore del cemento ovvero Buzzi Unicem e Italcementi. Entrambe hanno subito le valutazioni negative di Goldman Sachs (Buzzi Unicem: Goldman Sachs abbassa il Target Price, rating inalterato e Italcementi: Goldman Sachs abbassa il Target Price, rating inalterato), ma Buzzi Unicem, subendo il downgrade di Bernstein (Buzzi Unicem: Bernstein abbassa il Rating a Market Perform, target price inalterato), ha lasciato sul terreno il 3,45% a 11,21 euro. Italcementi è invece arretrata dell’1.57% a 4.64 euro per azione. La riduzione dello spread Btp Bund, ora sotto i 270 punti base non mette le ali al comparto bancario che ha chiuso in rosso. Banco Popolare ha perso l’1,37% a 1,08 euro, Monte dei Paschi l’1,12% a 0,211 euro, Ubi Banca lo 0,95% a 3,14 euro, Unicredit lo 0,30% a 3,948 euro, Intesa SanPaolo lo 0,22% a 1,374 euro e Mediobanca lo 0,12% a 4,82 euro. Tra i titoli su cui hanno prevalso gli acquisti si segnala Fiat (+0,53% a 4,566 euro) forte dei risultati  ottenuti dal gruppo negli USA (Fiat corre in Usa, Chrysler e Ferrari conquistano gli americani), e Finmeccanica (+1,47% a 4,01 euro) sulla scia del contratto siglato da Alenia Aermacchi con Lockheed Martin (Finmeccanica: contratto da 141 mil di dollari per gli F35). Hanno svettato sul listino Mediaset (+4,28% a 2,046 euro) in scia al favorevole contesto politico italiano e A2A che ha mostrato un balzo del 5,70% a 0,631 euro.

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