Chiusura Borsa Milano col botto: i mercati festeggiano il governo Letta

Bene l'asta dei Btp così come lo spread oggi in sensibile riduzione. Volano le banche che mettono in luce l'intero Ftse Mib. Perdite per Fiat, BPM e Rcs

di Carlo Robino, pubblicato il

Chiusura decisamente positiva per la Borsa di Milano che oggi vola sulla scia dell’insediamento del nuovo governo presieduto da Enrico Letta (Nasce il governo Letta. Adesso giù le tasse). Oggi il nuovo primo ministro ha tenuto un discorso programmatico davanti alla Camera dei Deputati che ha visto tra i punti principali la battaglia in sede europea per allentare le politiche di solo rigore che stanno indebolendo l’economia italiana e non solo (La Grecia licenzia 40mila statali e proroga la super-Imu). I mercati salutano quindi con favore questo governo che, godendo del sostegno delle maggiori forze politiche, potrà intraprendere un percorso all’insegna delle riforme (Governo Letta: taglio Imu sulla prima casa e legge elettorale e Stop a Imu e aumento Iva, ecco la ricetta del Premier Letta). Su questo scenario Piazza Affari è risultato il miglior listino europeo strappando un +2,2% a 16.662,70 punti, ai massimi dall’inizio di febbraio 2013. Positivo il percorso dello spread che oggi è tornato sotto i 280 punti (271 pb) grazie al successo dell’asta di Btp a 5 e 10 anni, con rendimenti tornati ai livelli del 2010 (Asta Btp a 10 anni, rendimento sotto il 4%). 

Le banche trascinano il Ftse Mib

Con la riduzione del rischio dei nostri titoli di stato volano i titoli del settore bancario. A svettare è stata così Mps (+6,88%) nel giorno in cui si è tenuta l’assemblea degli azionisti in cui il presidente Profumo ha chiarito sui Monti bond (MPS, rimborso Monti Bond non è scontato), mentre Intesa Sanpaolo (+2,65% a 1,394 euro) e Unicredit (+2,5% a 4,016 euro) incassano positivamente le valutazioni di Societe Generale (Intesa San Paolo: Societè Generale alza il Rating a Hold, target price inalterato e Unicredit: Societè Generale abbassa il Rating a Sell, target price inalterato). Ben acquistate anche  Ubi (+3,44%), Banco Popolare (+3,24%), Bper (+3,35%) e Mediobanca (+1,85%) mentre BPM è crollata del 3,89% dopo che l’assemblea dei soci ha respinto a maggioranza la proposta di introdurre il diritto di voto in remoto (Bpm sprofonda dopo il no al voto elettronico e BPM: il secondo azionista riduce la partecipazione). Gli acquisti hanno interessato tutti gli industriali ad eccezione di Fiat (-1,19%) che ha pagato la sua debole trimestrale (Trimestrale Fiat, la crisi si fa sentire: calano utile e ricavi) oltre che quella di Chrysler (Trimestrale Chrysler, tracollo dell’utile nel primo trimestre 2013). Fuori dal listino principale cala sempre per via di un avvio di anno incerto anche RCS (-2,50%) che dovrà affrontare una robusta ricapitalizzazione (Trimestrale Rcs in rosso, sì all’aumento di capitale e Rcs a picco con i soci divisi sull’aumento di capitale).
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