Chiusura Borsa Milano col botto: Fiat e Finmeccanica sugli scudi

Il Ftse Mib grazie a Wall Street supera i 16.000 punti. Lo spread si restringe ancora

di Carlo Robino, pubblicato il

La Borsa di Milano in chiusura delle contrattazioni, segna un deciso rialzo degli indici principali. Il Ftse Mib  ha infatti guadagnato l’1,61% superando la soglia dei 16.000 punti (16.204,03). Il clima sui mercati è decisamente favorevole dopo la pubblicazione dei dati sulla disoccupazione statunitense a febbraio in calo oltre le attese a febbraio (Usa, disoccupazione di febbraio ai minimi dal 2008). A beneficiarne ovviamente Wall Street con l’indice S&P che rincorre i massimi del 2007 (Apertura Wall Street: indici spinti in alto dal mercato del lavoro). L’Italia resta ancora al centro dell’attenzione dei mercati che temono il perdurare dello stallo politico in cui versa il nostro Paese. Tuttavia anche oggi lo spread fra Btp e Bund a 10 anni è calato a 306 punti: sulla stabilizzazione del mercato secondario dei titoli sovrani sta facendo la differenza la politica di iniezione di liquidità della Bce.

Si risollevano le big, crolla Diasorin 

A svettare sul listino principale oggi è stata Fiat. Il Lingotto è improvvisamente balzato in avanti (con relativa sospensione del titolo) all’annuncio dell’?accordo
con i sindacati Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri, in merito al rinnovo per un anno del contratto collettivo per i dipendenti degli stabilimenti italiani del gruppo auto torinese (Fiat, c’è l’accordo sul contratto collettivo 2013). Anche su Finmeccanica hanno prevalso gli acquisti (+5,12% a 3,902 euro): il mercato ha gradito il giro di vite impresso dall’amministratore delegato del gruppo, Alessandro Pansa, per cercare di riportare credibilità alla holding (Finmeccanica positiva dopo le misure anticorruzione). Gradimento anche verso i conti di Telecom Italia (+4%) con il colosso tlc, che rispetto ai risultati preliminari, ha ritoccato leggermente verso l’alto i dividendi (Dividendo Telecom 2013 a 2 cent, rosso da 2 mld nel 2012). Il bilancio 2012 invece affossa Diasorin che ha lasciato sul terreno il 6,60% a 27,46 euro (Dividendo Diasorin 2013 in crescita, utile 2012 -10,1%). Fuori dal listino principale invece festeggia Erg (+7,21% a 7,51 euro) grazie ai brillanti conti 2012 e alle prospettive positive per il 2013 (Dividendo Erg 2013 a 40 centesimi, utile in crescita). Per concludere sulla scia del restringimento del differenziale si sono registrati acquisti sulle banche: Mediobanca ha guadagnato il 3,68% a 4,672 euro, Unicredit il 2,97% a 3,958 euro, Banco Popolare il 2,69% a 1,182 euro, Intesa SanPaolo il 1,69% a 1,264 euro, Ubi Banca il 1,32% a 3,518 euro.

 

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