Chiusura Borsa Milano: cadono Telecom e Fiat. Ftse Mib in profondo rosso

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borsa-interna-crolloSeduta da dimenticare per tutte le borse europee e occidentali con gli investitori che guardano con crescente preoccupazione alla situazione in Argentina e più in generale alla crisi valutaria che sta colpendo i paesi emergenti. In questo contesto, la parola d’ordine degli investitori è stata: sbarazzarsi degli asset più esposti nei confronti di questi scenari critici. Il risultato è stato una raffica di vendite che ha mandato a picco tutte quelle quotate che vantano forti interessi nei paesi colpiti dalla crisi valutaria, Argentina in primis. Un esempio di questo meccanismo si è avuto a Piazza Affari con Tenaris, società che nel paese sudamericano ha una consistente presenza. Non è quindi un caso che Tenaris abbia lasciato sul terreno circa 4 punti. 

 

Ma prima di andare a guardare ai numeri della giornata, apriamo una parentesi sulla cronaca di una seduta cominciata tutto sommato non male e poi travolta dagli eventi e dalle incertezze. 

A dispetto di quello che si può pensare guardando l’entità del rosso di chiusura, infatti, l’Ftse Mib non è partito male. Pur mancando gli spunti macro, infatti, Milano ha aperto gli scambi in leggero aumento, grazie alla buona intonazione di alcuni titoli come Banca Popolare di Milano (Apertura Borsa Milano: BPM in verde, Eni Piatta, Risanamento corre).

Già dopo pochi minuti dall’avvio della seduta, però, le vendite hanno iniziato a sommergere alcuni specifici titoli come Telecom Italia e alcuni settori come quello bancario. Il colosso delle tlc, in particolare, durante la seduta è arrivato a perdere fino a 5 punti percentuali a causa di alcuni rumors sul possibile stop alla cessione delle attività brasiliane e sull’inevitabile ritorno dell’ipotesi “aumento di capitale” (per approfondire si legga: Telecom Italia affonda: voci su aumento di capitale e Perché se Telecom non vende Tim Brasil è un allarme per Telefonica).

Se nel caso di Telecom a determinare il crollo sono state precise news, per quanto concerne invece il settore bancario, a incentivare le vendite è stato l’allargamento dello spread e, ancora più in generale, l’eco delle vicende argentine. 

A onor di cronaca bisogna ammettere che ad avere maggiore paura per le tribolazioni del peso è stata la Borsa di Madrid ma, ad ogni modo, a cavallo del giro di boa delle 13,30 una certa paura sulla volatilità delle valute dei paesi emergenti si è diffusa in tutta Europa. 

 

APPROFONDISCI – Argentina verso crisi del peso. Accordi beffa su default 2001? e Ecco perché lo spread risale sopra i 220 punti. Tornano le tensioni?

 

L’andamento delle borse europee è poi ulteriormente peggiorato a seguito dall’avvio in rosso anche della Borsa di Wall Street. Anche negli Usa, infatti, fin dall’avvio della seduta forte è stato l’eco delle vicende argentine (Apertura Wall Street: indici spaventati dalla volatilità delle valute emergenti).

 

Chiusura Borsa Milano: i colori dell’Ftse Mib

Pesantissimo il dato di chiusura della Borsa di Milano con l’indice Ftse Mib in calo del 2,3%. La maglia nera della giornata è andata a Telecom Italia che ha perso il 4,73% scendendo al di sotto degli 80 centesimi.

Tra gli industriali sono andati decisamente male anche Eni e Enel con la prima che perso il 2,76% e la seconda che ha lasciato sul terreno il 2,87%. Anche Fiat ha chiuso rimediando un passivo molto pesante: -3,41%. Valanga di rossi anche tra i bancari con MPS che ha perso circa un punto e Unicredit che ha lasciato sul terreno il 2,45%. Unico bancario in controtendenza è stata BPM che ha chiuso in progressione dello 0,84% dopo le indicazioni di Castagna sull’aumento di capitale (Aumento capitale BPM: le idee di Castagna sul futuro della Popolare di Milano)

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