Chiusura Borsa Milano a picco: il mercato dice no all’ingovernabilità

Affondano le banche con lo spread a 340 punti mentre Mediaset è debole nonostante Berlusconi. Bene Pirelli grazie agli investimenti in Cina

di Carlo Robino, pubblicato il

La giornata post-elettorale indebolisce la Borsa di Milano che in chiusura delle contrattazioni lascia sul terreno il 4,89% a 15.552,20 punti. Lo scenario di sostanziale ingovernabilità scaturito dalle elezioni politiche 2013 aveva indebolito prima la Borsa di Tokyo (Chiusura Borsa Tokyo: l’Italia fa tremare i mercati) e poi durante il corso della seduta tutte le principali piazze finanziarie europee: a Francoforte il Dax ha segnato il 2,27%, a Parigi il Cac 40 ha ceduto il 2,67%,  Londra è scesa dell’1,34% e Madrid ha lasciato sul terreno il 2,2%. In difficoltà anche Wall Street che dopo un avvio convincente sulla scia di alcuni dati macro (Apertura Wall Street: vola il mercato immobiliare) ha cominciato successivamente a rallentare. Ritornando su Milano oggi si sono persi diversi miliardi di capitalizzazione e la tensione sui nostri titoli di stato è ritornata impetuosa: lo spread Btp – Bund si è allargato a 342 punti e i rendimenti dei Bot collocati oggi dal Ministro del Tesoro sono cresciuti (Alta tensione sui mercati, balzo dei tassi sui Bot). 

Tracollo banche si salva solo Pirelli

Le vendite si sono concentrate principalmente sul settore bancario data l’enorme quantità di titoli del Tesoro presenti nel portafoglio degli istituti di credito italiani. Emblematico che in avvio delle negoziazioni le principali banche non siano riuscite a fare il prezzo (Unicredit e Intesa -10%: titoli non fanno prezzo a Piazza Affari) mentre Mediobanca non riesce a contenere il rosso nonostante le buone indicazioni provenienti dai conti semestrali (Mediobanca: diminuiscono i ricavi ma raddoppia l’utile). A fine giornata sui titoli finanziari i segni meno si sono sprecati: Banco Popolare ha ceduto il 10,47% a 1,274 euro, Intesa SanPaolo il 9,07% a 1,233 euro, Unicredit l’?8,46% a 3,832 euro, Monte dei Paschi il 5,84% a 0,212 euro e Ubi Banca il 7,26% a 3,37 euro. Nonostante l’ottimo risultato elettorale del patron Silvio Berlusconi Mediaset ha ceduto il 5,64% a 1,622 euro mentre le uniche a salvarsi dal tracollo del Ftse Mib sono state Diasorin e Pirelli. La Bicocca ha addirittura guadagnato il 2%  grazie alle indiscrezioni riportate dal China Daily secondo cui il gruppo milanese sarebbe pronto a investire 200 milioni di dollari nel Paese asiatico. In conclusione continua sempre il travaglio di Seat Pagine Gialle (Seat Pagine Gialle in forte rosso: non bastano gli annunci) con i piccoli azionisti pronti a chiedere il risarcimento al vecchio management (Seat Pagine Gialle: la rivolta dei piccoli azionisti).

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