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Chiusura Borsa di Milano sulla parità: Bpm positiva, Banco Popolare a picco

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piazza affari rossoIn chiusura di contrattazioni la Borsa di Milano si risolleva dalle vendite fioccate in modo copioso durante la prima metà della seduta. Ad inizio giornata il positivo dato sulle aspettative economiche degli imprenditori tedeschi (Germania: indice Ifo in decisa crescita a luglio) e il rialzo della fiducia dei consumatori italiani (Migliora il clima di fiducia dei consumatori italiani) non erano riuscite a compensare la delusione per i declassamenti della gran parte degli istituti di credito del nostro Paese da parte di Standard & Poor’s (Standard and Poor’s declassa il rating di 17 banche. Graziate Intesa e Unicredit). A contribuire alla ripresa degli acquisti l’apertura di Wall Street (Apertura Wall Street contrastata, Facebook +26%: boom di acquisti) che, seppur contrastata, ha evidenziato la ripresa del settore hi-tech dopo la pubblicazione della trimestrale Facebook (Facebook: trimestrale da sogno grazie alla pubblicità su mobile). Lo spread Btp Bund è ritornato in area 270 punti così il Ftse Mib ha perso appena lo 0,07% a quota 16.431,97 punti, ben lontano dai minimi intraday (16.261,63 punti).

Le quotate più in vista a Piazza Affari

Il settore bancario ha scandito l’andamento del Ftse Mib così il recupero di alcuni titoli ha lasciato contrastato il comparto. La più positiva è stata BPM (+2,06% a 0,392 euro) con gli investitori che vedono positivamente i richiami di Bankitalia per una trasformazione dell’istituto in una spa (Bpm maglia rosa sul giudizio “parzialmente sfavorevole” di Banca d’Italia), mentre Banco Popolare  non ha evitato le vendite (-1,37% a 1,006 euro) riuscendo ad assorbire in parte il colpo del declassamento di S&P (Tracollo Banco Popolare: Standard and Poor’s non lascia scampo). Fra i titoli industriali oggi si è segnalato il recupero di Stm (Stm si risolleva dopo i conti deludenti) e Tod’s, mentre i conti sopra le aspettative hanno regalato moderati rialzi per Azimut (Semestrale Azimut: crescono i ricavi e tiene l’utile), Terna (Semestrale Terna: utile +18,8% e ricavi +7,3%) e Recordati (Semestrale Recordati: ricavi +13,8% e utile +11,1%). Nel finale sono diminuite le vendite su Prysmian e Pirelli particolarmente penalizzate dal cattivo andamento dei loro business di riferimento (Prysmian a picco dopo i conti di Nexans e Pirelli tonfo in Borsa col settore pneumatici in affanno).

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