Chiusura Borsa di Milano shock: Bernanke gela le banche. Sprofonda Telecom Italia

L'allentamento delle politiche monetarie ultra espansive scatena le vendite su azionario e bond. Spread in rialzo e così a farne le spese sono le nostre banche. Finmeccanica limita i danni

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piazza affari crolloOggi non potevano essere accolte nel modo peggiore le parole pronunciate ieri dal governatore della Fed Ben Bernanke (Bernanke traccia la strada dell’exit strategy: stop QE 3 entro il 2014). Umore nero sui mercati e così in chiusura di contrattazioni la Borsa di Milano è risultata essere una delle piazze finanziarie più deboli. Il Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 3,09% a 15.549 punti ma dati alla mano nessuno dei listini principali è stato risparmiato dalle vendite. Male anche Tokyo (Chiusura Borsa di Tokyo in ribasso: delude Bernanke) e Wall Street, con quest’ultima appesantita ulteriormente dalla delusione per alcuni dati macro (Apertura Wall Street, nessuna sorpresa: indici in deciso rosso e USA: aumentano le richieste di sussidi di disoccupazione). La prospettata fine di immissione di maxi liquidità da parte della Federal Reserve ha scatenato le vendite non solo sull’azionario, ma anche sul mercato obbligazionario con la pressione sui titoli del debito sovrano che è tornata a farsi sentire molto forte. Lo spread Btp Bund si è allargato a quota 288 punti incoraggiando le vendite di azioni di banche italiane. Un ulteriore effetto delle parole di Bernanke è stato l’immediato affievolirsi degli acquisti sull’oro  (Prezzo Oro, addio rialzo. Bernanke allontana la risalita, SocGen taglia le stime).

 

L’andamento delle quotate

Gli operatori oggi pare non abbiano prestato attenzione alla fievole ripresa dell’industria italiana (Industria Italia: cenni di ripresa ad aprile) ma hanno pensato piuttosto a vendere titoli riposizionandosi in vista delle scadenze tecniche trimestrali previste per domani. Fortissima la pressione sul settore bancario in cui non sono mancate diverse sospensioni (Bper sopesa: fioccano le vendite sul titoloBpm sospesa: si infittiscono le vendite e Unicredit sospesa: Piazza Affari precipita). Bper così ha ceduto l’8,07% a 4,73 euro, BPM il 5,46% a 0,362 euro, Unicredit il 4,09% a 3,798 euro, Intesa SanPaolo il 4,60% a 1,264 euro, Ubi Banca il 3,58% a 2,908 euro, MPS il 3,75% a 0,20 euro e Banco Popolare il 2,97% a 0,965 euro. Sul listino principale nessuno titolo ad eccezione di Exor (+0,25%) si è salvato dalle perdite , neanche le top five di Piazza Affari dell’ultimo anno (Le cinque stelle di Piazza Affari, boom fino al 113%). Da segnalare però il tonfo di Telecom Italia che con il -4,59% a 0,509 euro di oggi porta a -20% la flessione da fine maggio. Al mercato non piace il progetto di scorporo della rete che sembra avere più che altro finalità non strettamente legate ai destini aziendali del colosso tlc (Telecom Italia, Bernabè vuole cedere allo Stato la rete e 22mila dipendenti). Molto negativa anche Enel (-3,18% a 2,62 euro) che domani concluderà un importante operazione con Gazprom (Enel: domani il passaggio di Marcinelle a Gazprom), mentre la cessione di alcuni periodici a Prs non salva dal tracollo Rcs (-11,11% a 1,6890 euro). In conclusione meno drammatico rispetto alle altre quotate il bilancio finale per Finmeccanica (-0,55% a 3,998 euro) che continua a beneficiare dei contratti portati a casa dalle sue numerose controllate (Finmeccanica: nuovi ordini per 450 milioni di euro).

 

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