Chiusura Borsa di Milano positiva: la Consob salva Mps

Spread in netto calo. Ben acquistati Prysmian, STM e Telecom Italia. Contrastati i bancari con MPS tenuto a galla dal divieto di vendite allo scoperto

di Carlo Robino, pubblicato il

Seduta brillante per la Borsa di Milano che in chiusura di contrattazioni strappa un +1,41%. Il Ftse Mib si è attestato a 15.555 punti, mentre l’All Share guadagna l’1,19% a 16.584,29 punti e il segmento Star lo 0,49% a 12.264,76 punti. Gli investitori sono parsi tranquillizzati dal congelamento della situazione politica italiana con il governo Monti ancora pienamente in carica. Le due commissioni dei cosiddetti “saggi” avranno il compito di trovare punti di contatto fra le varie forze politiche contrapposte in modo da poter far nascere un governo sulla base di un programma di interventi condiviso. Intanto a livello economico i nostri fondamentali danno qualche flebile segnale di ripresa (Italia: rallenta la corsa la disoccupazione a febbraio), ma a preoccupare è il destino dell’Eurozona. Il salvataggio di Cipro insegna che da adesso in poi i correntisti europei dovranno prestare molta attenzione a dove depositare i loro risparmi (Prelievo forzoso depositi bancari: modello Cipro in tutta Europa?) anche perchè l’euro sta lanciando segnali di debolezza che accrescono l’incertezza (Tutti in fuga dall’euro: per le riserve meglio lo Yuan cinese). 

I titoli protagonisti del Ftse Mib

Sul fronte delle quotate di Piazza Affari a spingere il listino principale alcuni titoli “outsider”. Il balzo più importante l’ha compiuto Prysmian che al termine delle negoziazioni ha registrato un +3,61%  a 16,63 euro per azione. Il titolo della società produttrice di cavi per l’energia e le telecomunicazioni ha beneficiato della promozione di Goldman Sachs (Prysmian: Goldman Sachs alza il Target Price, rating inalterato). Brillante anche STMicroelectronics che ha guadagnato il 3,01% a 6,16 euro. Secondo il settimanale economico finanziario Barron’s il valore delle azioni STM potrebbe salire tra il 25 e il 50 per cento se il gruppo italo-francese metterà in pratica il piano strategico presentato lo scorso dicembre. Interessata dagli acquisti anche Telecom Italia che a fine seduta ha concluso in rialzo del 2,81% a 0,566 euro. Nello specifico sul gruppo di Franco Bernabè sono ritornate forti le voci di una possibile integrazione con 3 Italia, ma è stato l’intero comparto tlc europeo a vivere una giornata di grazia per il possibile lancio di un’Opa sulla britannica Vodafone (Telecom Italia in rialzo: si riparla di un deal con 3). Misti i titoli bancari nonostante il deciso ridimensionamento quest’oggi dello spread Btp Bund (331 punti base). Le vendite hanno colpito Mediobanca (-3,07% a 3,848 euro), Ubi Banca (-1,88% a 2,82 euro) e Banco Popolare (-0,92% a 0,974 euro), mentre hanno terminato in territorio positivo Intesa SanPaolo (+2,01% a 1,165 euro) e Unicredit (+1,50% a 3,38 euro). La protagonista in negativo del settore e non solo è stata però Monte dei Paschi di Siena. Il titolo, solo finale e grazie al provvedimento della Consob (MPS maglia nera: la Consob vieta le vendite allo scoperto), è riuscita a recuperare ma ha concluso ugualmente in forte ribasso (-2,81% a 0,179 euro). La crisi del Monte dei Paschi evidenziata con grande nettezza nel bilancio 2012 preoccupa analisti (Mps sospesa: no ai dividendi almeno fino al 2019) e piccoli azionisti (MPS: bilancio 2012 preludio all’ingresso dei Cavalieri Bianchi?). Fuori dal listino principale, i provvedimenti del Tribunale di Parma danno vigore alle quotazioni di Parmalat (+2,01% a 2,03 euro).

Argomenti: Borsa Milano, Monte Paschi Siena