Chiusura Borsa di Milano positiva: Azimut da record, svetta Mps

Ftse positivo dopo le parole di Draghi. Spread giù di 10 punti ma non tutte le banche ne approfittano

di Carlo Robino, pubblicato il

La Borsa di Milano non sembra essere stata influenzata dalle parole del governatore della Bce Mario Draghi. Come previsto alla vigilia, l’Eurotower non ha  modificato i tassi di interesse lasciandoli a un livello pari allo 0,75% tuttavia sembra che la possibilità di un taglio nel fututo non sia un’ipotesi del tutto remota (Draghi: mercati non influenzati dal voto italiano). Così in chiusura di contrattazioni il Ftse Mib si attesta a quota 15.947 punti in rialzo dello 0,30%. Sul particolare momento politico italiano, sono parse rassicuranti le parole del numero uno dell’Eurotower che ha tentato di ridimensionare il peso del voto della scorsa settimana in relazione andamento dei mercati finanziari. Mercati finanziari europei su cui, come confermato anche dai vertici della Bce, sta tornando la fiducia: la riprova è il buon esito dell’asta dei titoli di stato che in mattinata ha rinvigorito gli indici azionari europei (Piazza Affari: bancari in luce dopo l’asta spagnola). Conferme anche sul mercato secondario dei nostri titoli di stato con lo spread Btp Bund che ha chiuso a 310 punti base, in sensibile ribasso. Sul fronte Usa gli indici continuano ad aggiornare i massimi storici aiutati dal positivo andamento del mercato del lavoro interno (Usa, scendono le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione). Tuttavia il positivo andamento dell’azionario a stelle e strisce non sembra andare del tutto di pari passo con l’economia reale (Dow Jones ai massimi dal 1997 ma gli Usa hanno i piedi di argilla)

I titoli più in vista della seduta

Molto brillante il titolo Azimut  che sul listino principale ha guadagnato il 5,72% a 13,50 euro. La società di risparmio gestito ha pubblicato conti da record con un dividendo raddoppiato (Dividendo Azimut 2013 raddoppiato, utile entra nella storia). Ma a svettare quest’oggi è stata Mps che ha chiuso in rialzo del 7,30% a 0,213 euro. Sul titolo senese oggi non si sono registrati driver particolare quindi per spiegare la performance di oggi si può parlare di motivazioni tecniche da ricondurre anche al deciso ridimensionamento dello spread (MPS ancora in alto: cosa spinge gli acquisti?). Di quest’ultimo fattore non hanno beneficiato invece gli altri titoli bancari che, rinvigoriti dall’asta spagnola al mattino, nel corso della seduta hanno perso via via tonicità. Così Intesa SanPaolo ha ceduto l’-1,51% a 1,243 euro, Unicredit lo 0,41% a 3,844 euro e Banco Popolare l’1,29% a 1,151 euro.  Positiva invece Eni (+ 1,46% a 18,11 euro) in scia all’indiscrezione riportata dalle agenzie di stampa internazionali secondo cui la compagnia di Stato cinese, Cnpc, potrebbe essere interessata a rilevare il 20% del campo in Mozambico per circa 4 miliardi di dollari (Eni in Mozambico: vicina la partnership con i cinesi). Delle quotate che hanno svelato i conti del 2012, il mercato non concede sconti a Campari (–2,65% a 5,88 euro) che archivia un esercizio con un utile netto in calo dell’1,6% a 156,7 milioni di euro (Dividendo Campari 2013 invariato, utile in flessione). Ancora peggiore la performance di Autogrill che lascia sul terreno l’1,66% a 9,505 euro. Senza indicazioni sul dividendo, la società dei servizi di ristorazione ha chiuso il 2012 con un utile in calo (Autogrill: cala l’utile nonostante ricavi in crescita).

Argomenti: Borsa Milano, Monte Paschi Siena