Chiusura Borsa di Milano negativa: Mediaset e banche a picco

Lo spread si allarga e salgono le tensioni. Intanto si è chiusa la vendita di La7

di Carlo Robino, pubblicato il

La Borsa di Milano in chiusura delle negoziazioni, archivia un’altra seduta caratterizzata dalle vendite. Ad influenzare pesantemente gli scambi, oggi è stato l’allargamento ulteriore dello spread fta Btp e Bund a 10 anni. Il differenziale ha raggiunto i 350 punti per poi chiudere a 345 punti base, segno di una chiara instabilità che i mercati avvertono sull’Italia. Infatti il quadro politico è ancora molto confuso dopo l’esito delle elezioni della settimana scorsa (Governo: o Beppe Grillo decide o si torna al voto) e si cerca di trovare improbabili assetti in grado di mettere d’accordo le varie forze politiche (Beppe Grillo annuncia: Corrado Passera prossimo premier). Questi scenari preoccupano le più importanti agenzie di rating, infatti dopo Moody?s, oggi anche Fitch ha fatto sapere che la prospettiva di un lungo periodo di instabilità potrebbe incrementare la pressione sul nostro merito creditizio. L’umore degli investitori è stato inoltre appesantito dai tagli alla spesa pubblica che rischiano di mettere a dura prova la ripresa dell’economia Usa (Apertura Wall Street in rosso: tutto il peso del sequester). Sul fronte europeo leggera ripresa dei prezzi alla produzione (Eurozona: prezzi alla produzione industriale +0,6%) mentre dalla riunione dell’Eurogruppo sembra che l’interesse dei ministri economici europei sarà rivolto  verso la situazione italiana piuttosto che sugli aiuti a Cipro. 

L’andamento di listini e titoli

Su questo quadro l’indice Ftse Mib ha fatto segnare un ribasso dello 0,85% a a 15.542 punti riuscendo a recuperare solo nel finale qualche punto sulla scia della ripresa degli indici di Wall Street. Ad affossare Piazza Affari le perdite registrate dai titoli finanziari, i bancari in particolare. Sono fioccate le vendite sui principali titoli del settore: Mediobanca ha ceduto il 4,68% a 4,282 euro, Monte dei Paschi il 3,25% a 0,199 euro, Intesa SanPaolo il 3,22% a 1,201 euro, Banco Popolare l’?1,92% a 1,223 euro mentre Unicredit il 2,51% a 3,722 euro. Meno intenso invece il rosso per Bpm (-0,49% a 0,5045 euro) sulla scia del possibile aumento di capitale in occasione della trasformazione della banca in società per azione (Bpm in perdita: verso un aumento di capitale?). Precipita Mediaset che, sospesa dalle contrattazioni (Mediaset sospesa: raffica di vendite a Piazza Affari), ha ceduto il 6,53% a 1,46 euro. Il Biscione si dimostra particolarmente sensibile all’incerto clima politico tanto che da martedì scorso ha ceduto oltre il 12% della propria capitalizzazione (Mediaset in profondo rosso: -12% in una settimana). La cessione de La7 a Urbano Cairo (Vendita La7: Cairo conferma l’acquisizione) mette in luce Telecom Italia (+0,09% a 0,549 euro) ma penalizza fortemente Ti Media (-6,4%) dopo l’intempestivo annuncio fatto da Gad Lerner sulla chiusura dell’operazione (Vendita La7 a Cairo: TI Media crolla, Adusbef contro annuncio Lerner). Sostanzialmente ferma Finmeccanica (+0,06) nonostante le non positive notizie giunte quest’oggi (Finmeccanica pesante: impatto negativo dal sequester Usa e Finmeccanica: problemi anche con Malta). Per finire Moleskine, quotandosi in Borsa (Ipo Moleskine: sbarco a Piazza Affari il 3 aprile?), spera di ripetere il successo di Brunello Cucinelli, quest’oggi in gran spolvero (Cucinelli ai massimi storici: titolo a +4,1%).

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