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Chiusura Borsa di Milano in rosso: vendite su Fiat e banche

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borsa milano negativaChiusura Borsa di Milano – Piazza Affari ha chiuso le contrattazioni con un ribasso dello 0,61% a 15.365 punti allontanandosi dai minimi intraday (15.278,56 punti). Sul finale di seduta sono rientrati i timori per un’escalation della crisi economico-finanziaria della Grecia (Nessun aut aut alla Grecia: la Commissione UE getta acqua sul fuoco) così lo spread BTP-Bund a 10 anni ha chiuso a 268 punti base, con il rendimento del titolo a dieci anni che si è attestato al 4,40%. Nel pomeriggio l’umore è leggermente migliorato grazie anche all’andamento di Wall Street (Apertura Wall Street cauta: si attendono i dati macro), positiva sul dato degli ordini di fabbrica a maggio (Domani in Borsa: PMI europei e occupazione USA). A farne le spese sul Ftse Mib Fiat che, nonostante le buone performance negli USA (Fiat 500 spinge le vendite del Lingotto negli USA), ha ceduto il 2,10% a 5,36 euro. Debole il comparto bancario che a parte poche eccezioni ha visto prevalere le vendite. Così BPM ha ceduto il 3,75% a 0,308 euro, Unicredit l?’1,54% a 3,582 euro, Intesa SanPaolo l’?1,37% a 1,223 euro e MPS lo 0,54% a 0,201 euro. Saipem ha svettato nuovamente con un +4,44% a 14,10 euro mentre Italcementi (+4,42%) e Tiscali (4,37%). La società fondata da Renato Soru ha beneficiato delle indiscrezioni stampa circa un riassetto del sistema tlc italiano (Tiscali corre in Borsa su possibili M&A). I giudizi degli analisti hanno indebolito Eni (Eni sotto i riflettori degli analisti: peggiorate le stime sull’utile per azione) che ha conseguito una perdita decisamente inferiore (-1,19%) rispetto a Maire Tecnimont (-30%), quest’ultima ancora in fase di aumento di capitale (Maire Tecnimont allo sbaraglio: azioni e diritti ancora sospesi). 

 

 

 

 

Ore 14,40 – Entrati nella seconda metà delle contrattazioni la Borsa di Milano segue gli altri listini europei e cede lo 0,88% a livello 15.322,76 punti.

Incassata senza grosse preoccupazioni la flessione dello 0,30% della produzione industriale europea, i mercati si concentrano sui Paesi periferici dell’Eurozona. Il Portogallo ha annunciato il nome del nuovo ministro delle Finanze al posto del dimissionario Vítor Gaspar mentre in Grecia sono riprese le trattative del governo con la troika (Fmi, Ue e Bce) per il piano di salvataggio del Paese ellenico.

 

 

 

Ore 11,13 – La Borsa di Milano allarga leggermente le perdite e così il Ftse Mib cede lo 0,49% a quota 15.383,90 punti. Le vendite si concentrano sulle big del listino principale (Eni, Telecom, Finmeccanica e Fiat) mentre il comparto bancario viaggia misto. In rialzo di segnalano Ubi Banca e Mediobanca, mentre virano decisamente in rosso Unicredit, Intesa SanPaolo e BPM. Saipem svetta con un +4% mentre fuori dal listino principale Italcementi beneficia della copertura avviata da Credit Suisse (Italcementi: Credit Suisse avvia copertura con Rating a Outperform e target price a 6.8). Il titolo guadagna quasi il 5%.

 

 

 

Ore 09,45 – Nei primi scambi cala notevolemente il titolo Fiat (-1,55%) che paga i dati deludenti di giugno in termini di immatricolazioni italiane (Fiat in Italia: crollo delle immatricolazioni a giugno sullo stop delle forniture). Sul Lingotto si concentrano le vendite degli investitori che tendono a snobbare le performance estere del gruppo automobilistico. Arretra decisamente Diasorin all’indomani di un incoraggiante verde mentre Eni risente della valutazione non positiva di Goldman Sachs (Eni: Goldman Sachs abbassa il Target Price, rating inalterato). Saipem prosegue nel rimbalzo mentre fra i titoli bancari spicca Ubi Banca che sfiora la vetta del listino principale. Su questo quadro il Ftse Mib viaggia intorno alla parità (-0,08%) a quota 15.447,37 punti.

 

 

 

In apertura di contrattazioni la Borsa di Milano parte col freno tirato dopo aver archiviato ieri una seduta più che positiva. I mercati sembrano meno preoccupati dal possibile allentamento delle politiche monetarie ultraespansive, mentre i problemi economici della Cina sembrano affievolirsi.

Gli investitori oggi non avranno molti spunti dal quadro economico per decidere come muoversi (Calendario macroeconomico oggi 2 luglio) e così si attendono gli appuntamenti di fine settimana. Giovedì si riunirà la Bce e gli investitori si focalizzeranno sulle parole di Mario Draghi, mentre venerdì sono invece in agenda i dati sul mercato del lavoro Usa. Sul fronte interno continua a ridursi lo spread Btp-Bund a 10 anni a quota 270 punti con i rendimenti dei nostri titoli decennali che toccano il 4,43%. Il governo presieduto da Enrico Letta però ha a che fare con una pesante crisi economica che investe soprattutto l’occupazione (Disoccupazione al massimo storico. Mezzo milione di disoccupati in più in un anno) ed in questo senso si pensano a nuove misure per rilanciare la crescita. 

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