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Chiusura Borsa di Milano con frenata: Telecom e Stm agli antipodi

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piazza affariA dispetto di una seduta condotta quasi sempre sopra la parità (Borsa di Milano col segno più: il crollo di Stm non spaventa Piazza Affari) la Borsa di Milano in chiusura ha azzerato tutti i suoi guadagni. Il Ftse Mib, che a metà seduta si era attestato oltre quota 16.400 , ha registrato un frazionale rialzo dello 0,03% a 16.238 punti. A frenare la corsa di tutti i listini europei l’andamento incerto di Wall Street che ha perso fiducia dopo la pubblicazione dell’indice Fed Richmond ben al di sotto delle aspettative a luglio (Crollo per l’indice Fed Richmond Usa). Si affievoliscono comunque i timori per l’Eurozona dopo le rassicurazioni sulla stabilità politica del Portogallo (In Portogallo la crisi di governo rientra ma resta l’ipotesi ristrutturazione del debito pubblico). Sul fronte delle quotate di Piazza Affari oggi si è segnalata Telecom Italia che con un balzo del 6,74% a 0,519 euro ha conquistato la vetta del Ftse Mib. Il colosso tlc per un giorno ha dimenticato la vicenda dello scorporo della rete (Telecom Italia, un’estate di rinvii. A settembre la resa dei conti?) ed ha beneficiato dell’operazione di Telefonica in Germania (Telecom brilla dopo l’accordo Telefonica-Kpn). Ad appesantire le quotazioni il tonfo di  tracollo STM (-10,57% a 6,725 euro) dopo la pubblicazione di conti trimestrali deludenti (Trimestrale Stm: perdite più che duplicate). Misto il comparto bancario con lo spread che si è attestato in area 280 punti base. BPM ha guadagnato il 2,52% a 0,374 euro, Ubi Banca il 2,20% a 3,154 euro, Intesa SanPaolo lo 0,95% a 1,383 euro e Banco Popolare lo 0,86% a 1 euro. A finire in negativo invece Unicredit che ha lasciato sul terreno lo 0,56% a 3,93 euro.

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