Cambio Euro Dollaro scivola sotto 1,17, attesa per non farm payrolls Usa

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I dati macro sul mercato del lavoro Usa potrebbero influenzare l'andamento del cambio Euro Dollaro

Prosegue sul mercato dei cambi il rafforzamento del Dollaro nei confronti dell’Euro. Con quota 1,2 sempre più lontana, il cambio Euro Dollaro è sceso sotto quota 1,17. La tendenza già emersa nei giorni scorsi, quindi, sta trovando continui riscontri tanto che oramai si può parlare di un trend consolidato che è in atto. Per quello che riguarda in modo particolare la giornata di oggi,  il fatto che il cambio Eur/Usd sia sotto 1,17, attestandosi, più nel dettaglio, a 1,696, (-0,13%) può essere messo in relazione con il clima di attesa per la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro americano per il mese di settembre. Gli investitori, più nello specifico, dopo la pubblicazione della stima occupati Adp avvenuta lo scorso  giovedì (Stima occupati ADP Usa in linea con le attese), guardano ora al saldo delle nuove buste paga nel settore non agricolo (non farm payrolls) e al tasso di disoccupazione Usa.

Il saldo delle nuove buste paga, stando alle anticipazioni del consensus, potrebbe subire un forte calo nel mese di settembre a causa del passaggio degli uragani Irma e Harvey. Secondo Michael Hewson, senior market analyst di CMC Markets, “agosto ha visto un deludente +156mila e i dati di settembre in uscita oggi dovrebbero scivolare sotto il livello 100mila a circa 80mila, il livello più basso di quest’anno. Atteso un tasso di disoccupazione invariato al 4,4%”.

Non c’è solo comunque il clima di attesa per i dati sul mercato del lavoro Usa ad influenzare il cambio Euro Dollaro. Secondo alcuni analisti, infatti, anche le recenti novità sulla corsa alla successione di Janet Yellen alla guida della Fed stanno rafforzando il Dollaro. A tal riguardo c’è da evidenziare che ieri il Senato Usa ha dato il suo via libera alla prima nomina di Donald Trump alla Federal Reserve: si tratta del falco Randal Keith Quarles.

L’ingresso di un falco nel Fomc sostiene le scommesse su possibili nuove strette monetarie da parte della Fed e quindi mantiene tonico il dollaro.

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