Bpm torna in utile e riforma la governance: ecco come sarà la popolare del futuro

Bpm è tornato in utile nel 2013 e ha varato una riforma della governance per dare più potere agli investitori istituzionali. Core Tier 1 Ratio in calo al 7,2%.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Bpm torna in utile e riforma governanceBpm archivia il 2013 con un utile netto di 29,59 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 429,69 milioni riportata nel 2012. E per il 2016 si prevede di raggiungere un risultato netto di 295 milioni. Al netto delle componenti straordinarie, però, l’istituto avrebbe registrato nel 2013 un utile netto normalizzato di 78,5 milioni, che si confronterebbe con una perdita di 61,9 milioni dell’anno precedente.

I ricavi sono cresciuti dell’8,6% a 1,68 miliardi, mentre il margine di interesse è diminuito del 2,5% a 837 milioni. Boom del risultato della gestione (+89,8%) a 696 milioni, grazie alla crescita, come detto, dei ricavi. Stabile la raccolta complessiva a 52 miliardi.

Sale anche di 250 punti base il tasso di copertura dei crediti deteriorati rispetto a settembre, attestandosi al 36%. Nel dettaglio, le sofferenze risultano coperte al 55,5% (+200 bp), gli incagli al 22,8% (+300 bp), i crediti ristrutturati al 9,9% (+200 bp) e quelli scaduti all’8% (+50 bp), mentre i crediti in bonis risultano coperti allo 0,76% dal precedente 0,6% di fine settembre 2013. Complessivamente, i crediti deteriorati ammontano a 5,28 miliardi di euro, il 25,6% in più dell’anno precedente.

Le rettifiche sui crediti e le altre operazioni hanno pesato per 589,7 milioni, in crescita del 4,1% dai 563 milioni del 2012. 

Andando agli indici patrimoniali, il Core Tier 1 Ratio risulta in calo di 117 punti base al 7,2%, per effetto del rimborso dei Tremonti-bond e per l’estensione degli add-on sull’incorporata Banca Legnano, ossia le maggiori ponderazioni richieste dalla Banca d’Italia e adottate anche per gli asset dell’istituto controllato.

Al netto di tali operazioni e includendo l’aumento di capitale deliberato già per 500 milioni, il Core Tier 1 Ratio salirebbe al 10,35%. E con la validazione del modello Airb, il nuovo piano industriale prevede il raggiungimento del target del 12% al 2016 del CET1 (Common Equity Tier 1), al di sopra dell’8% minimo imposto dalla BCE.

Riforma governance Bpm

Ma il Consiglio di Gestione ha approvato nelle scorse ore anche una riforma della governance, che tenta di assegnare maggiore potere agli investitori istituzionali, in modo da attirare maggiori capitali. Il Consiglio di Sorveglianza sarà ridotto a 13 membri dai 17 attuali, ma potendo salire fino a 15, includendo i 2 componenti dei Partner Strategici. Il Consiglio di Gestione, invece, aumenterà i suoi componenti da 5 a 7.

Inoltre, 9 dei 13 consiglieri di sorveglianza saranno eletto con il voto capitario (una testa, un voto), mentre i rimanenti 4 saranno eletti dalle liste degli investitori istituzionali. E per fare in modo che essi abbiano una maggiore rappresentanza, è stato previsto che almeno 2 dei 4 consiglieri eletti dalle loro liste debbano approvare la nomina del Consiglio di Gestione.

 

 

Argomenti: Banca Popolare di Milano, Borsa Milano

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