BPM nel caos: rinvio o modifiche sulla trasformazione in spa?

BPM cede oltre l'8%. E' scontro aperto tra sindacati e i manager sulle presunte pressioni sui soci per votare a favore della trasformazione in spa.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il numero uno di BPM Andrea Bonomi

E’ caos alla Banca Popolare di Milano. Il “Progetto Ovidio” messo a punto alla vigilia dell’assemblea ordinaria dei soci del 27 aprile dal presidente del consiglio di gestione, Andrea Bonomi, potrebbe essere accantonato, rinviato o modificato. Lo sostengono fonti non ufficiali di Piazza Meda. Peccato che quel progetto includesse modifiche allo statuto, per rendere Bpm una “spa ibrida”.

 

Trasformazione BPM in spa: muro contro muro tra le parti

Ma dopo la bocciatura con il 98% della proposta di “televoto” alla scorsa assemblea, pare che Bonomi non vorrebbe più rischiare di trasformare l’assemblea del 22 giugno in un referendum pro o contro il management, dato il clima teso tra le parti. Anche perché in quell’occasione non sarà messa ai voti solo la trasformazione in spa della banca, bensì pure l’aumento di capitale da mezzo miliardo, che dovrebbe essere attuato in autunno per rimborsare i Tremonti-bond.

Sta di fatto che Fabi e Fiba-Cisl hanno chiesto alla Vigilanza della Banca d’Italia di intervenire, perché i sindacati sostengono che stiano avvenendo clamorose illegalità da parte di Bpm, consistenti nell’affidamento a un call center esterno del servizio di comunicazione ai soci della data di assemblea del 22 giugno. Senonché lo stesso call center inviterebbe i soci a votare in favore della trasformazione in spa e a raccogliere deleghe per altri soci. Anche il segretario generale della Uilca, Massimo Masi, invita a cessare tali irregolarità, altrimenti minaccia di presentare un esposto di denuncia. E così, dopo avere ottenuto il via libera dalla Vigilanza e dai soci non dipendenti, l’assemblea di giugno rischia di diventare una caporetto per Piazza Meda.

Il vero scontro tra sindacati, infatti, si gioca proprio sulla veste giuridica della banca. La stessa Banca d’Italia esprime preoccupazione per una soluzione che all’interno non sarebbe condivisa, mentre invita ad evitare soluzioni di governance confuse.

I sindacati, ad esempio, bocciano quello che definiscono un ritorno al passato, alla commistione tra stakeholders e management, caldeggiando un modello cooperativo che metta al centro il lavoro e un rapporto sano con le Pmi.

Vedremo nelle prossime ore quale sarà la decisione di Bonomi. Per il momento si deve registrare la bocciatura senza appello di Piazza Affari, dove il titolo precipita di oltre l’8% e dove in mattinata sono passati di mano in pochi minuti 32 milioni di azioni, ossia la metà della media giornaliera dell’ultimo mese (BPM subito sospesa, si allontana la trasformazione in spa?)

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