BPM: le precisazioni sul progetto Spa

La nota riassume la posizione della banca sulla trasformazione in Spa dopo le richieste della Consob

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Riportiamo integralmente una nota emessa da BPM sul progetto di trasformazione in Spa: 

“Su richiesta della Consob, formulata ai sensi dell’art. 114, comma 5, del d.lgs. n. 58/1998, e facendo seguito a talune notizie di stampa apparse di recente in merito al progetto di trasformazione della Banca in società per azioni, si precisa quanto segue. La bozza di statuto attualmente al vaglio delle competenti Autorità di Vigilanza prevede l’emissione, in favore di una costituenda Fondazione BPM, di azioni speciali munite del diritto di designare tre componenti del Consiglio di Sorveglianza e soggette alla normale disciplina di legge in materia di categorie di azioni (anche per ciò che attiene all’ipotesi di deliberazioni dell’assemblea generale pregiudizievoli per i diritti di categoria ai sensi dell’art.

2376 del codice civile). E’ previsto che tali azioni si convertano automaticamente in azioni ordinarie sia nel caso di trasferimento a soggetti terzi sia nell’ipotesi in cui venga promossa un’offerta pubblica di acquisto o scambio totalitaria sulle azioni ordinarie della Banca, in esito alla quale l’offerente si trovi a detenere la maggioranza del capitale con diritto di voto ma a condizione, in quest’ultimo caso, che l’offerente corrisponda ai titolari delle azioni speciali (i.e. alla Fondazione BPM) un indennizzo pari al 20% di un importo calcolato moltiplicando il numero delle azioni oggetto dell’offerta per la differenza tra il corrispettivo unitario dell’offerta e la media dei prezzi di mercato delle azioni BPM nei 6 mesi precedenti. Inoltre, qualora sia promossa un’offerta pubblica di acquisto o di scambio totalitaria a cui abbia aderito almeno la maggioranza del capitale sociale con diritto di voto verrebbe meno l’obbligo in capo alla Banca di corrispondere alla Fondazione BPM il contributo annuale statutariamente previsto. La bozza di statuto contempla, inoltre, l’introduzione di un limite di possesso azionario pari al 10% del capitale con diritto di voto, computato avendo riguardo al singolo socio, alle sue controllanti, controllate e collegate. In caso di superamento del limite è prevista la sterilizzazione dei diritti sociali, sia di carattere amministrativo sia patrimoniale, inerenti alle azioni eccedenti, con conseguente acquisizione alla Società dei dividendi spettanti a tali azioni e obbligo per il socio di alienarle nei dodici mesi successivi alla data di superamento del limite.
Il limite non trova applicazione ai patti parasociali ed è destinato a venir meno nell’ipotesi in cui sia promossa un’offerta pubblica di acquisto o scambio totalitaria sulle azioni ordinarie della Banca, in esito alla quale l’offerente si trovi a detenere la maggioranza del capitale con diritto di voto. Si ribadisce, infine, che tutte le previsioni di cui sopra (così come tutte le altre attualmente al vaglio dell’Autorità di Vigilanza) devono considerarsi, allo stato, provvisorie e soggette a possibili cambiamenti a valle dell’esame di Banca d’Italia e delle valutazioni che, anche all’esito di tale esame, il Consiglio di Gestione di BPM ritenesse necessario od opportuno formulare.”

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