Bper: cambio ai vertici, lascia il dg Togni

L'istituto si impegna a riconoscere, al dg Fabrizio Togni, un importo lordo di 500.000 euro a titolo di patto di non concorrenza e 250.000 euro riconosciuti a titolo di incentivo all’esodo

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L'istituto si impegna a riconoscere, al dg Fabrizio Togni, un importo lordo di 500.000 euro a titolo di patto di non concorrenza e 250.000 euro riconosciuti a titolo di incentivo all’esodo

Cambio ai vertici per l’istituto nato dalla fusione fra Banca Popolare dell’Emilia e Banca Popolare di Cesena.

Il Cda di Bper, previo parere favorevole del Comitato per le Remunerazioni, ha infatti definito le condizioni per la risoluzione consensuale del rapporto in essere con il dg Fabrizio Togni.

Nello Specifico l’istituto  si impegna a riconoscere un importo lordo di 500.000 euro attribuito cash e upfront, a titolo di patto di non concorrenza (stipulato per la durata di anni 4, con riferimento all’ambito bancario e finanziario per le principali regioni di operatività del Gruppo BPER Banca), e 250.000 euro riconosciuti a titolo di incentivo all’esodo, da corrispondersi, parte in cash e parte in phantom stock, in un periodo complessivo di 5 anni, con applicazione delle clausole di malus e di claw back, secondo quanto previsto dalle vigenti Politiche di Remunerazione del Gruppo BPER.

Tale del revisione del modello organizzativo, sarebbe atto al conseguimento di efficentamenti nel governo e nella gestione della Banca e del Gruppo. Per assicurare maggior sintesi nelle scelte di sviluppo dell’attività, è stata ritenuto opportuno attribuire ad un unico esponente la sovrintendenza dell’azione delle strutture di governo, di business ed operative.

Date tali considerazioni la carica di direttore generale è stata attribuita all’amministratore delegato Alessandro Vandelli.

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