Borse Ue e Piazza Affari toniche, post elezioni UK e grazie a Trump

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La vittoria di Boris Johnson alle elezioni generali anticipate dovrebbe garantire una Brexit ordinata; inoltre il presidente americano Donald Trump ha inviato a Pechino una proposta di accordo firmata, che prevederebbe il taglio de 50% sui dazi esistenti e la sospensione/eliminazione dei dazi che dovrebbero scattare dal 15 dicembre.

Proseguono anche al giro di boa i rialzi dei listini del vecchio continente, che comunque hanno perso un pò di terreno. L’euforia dei mercati è data dal fatto che la vittoria di Boris Johnson alle elezioni generali anticipate dovrebbe garantire una Brexit ordinata; a ciò si aggiunga il fatto che il presidente americano Donald Trump ha inviato a Pechino una proposta di accordo firmata che prevederebbe il taglio de 50% dei dazi esistenti e la sospensione/eliminazione dei dazi che dovrebbero scattare dal 15 dicembre.

Intorno alle 13,50 il Ftse Mib sale dello 0,50% a 23.507 punti, il Dax viaggia in rialzo dell’1% a  13.354 punti, il Cac 40 avanza di un +1% a 5.942 punti e l’Ibex 35 è in verde dell’1,26% a 9.589 punti.

A trainare il rialzo del Ftse Mib troviamo soprattutto gli industriali, spinti dall’ottimismo circa il raggiungimento del tanto atteso accordo USA-Cina. In testa abbiamo STM a +3,06%, seguita da Cnh Industrial a +2,58%, Juventus a +2,56%, FCA a +1,82% e  Unipol a +1,98%; molto bene anche Unipol Sai a +1,63%, Prysmian a +1,29% e Ferragamo a +1,15% e Unicredit a +1,1%

A fare da zavorra sul fondo c’è Amplifon a -2,56% e Diasorin a -2,33%. Deludenti anche Poste Italiane a -1,4%, Hera a -1,29%, Banco BPM a -1,25% e Campari a -1,1%.

 

Sull’obbligazionario lo spread Btp-Bund  si aggira intorno a 156 punti base, con il rendimento del decennale italiano a circa l’1,316%.

Il cambio Eur/Usd sale dello 0,46% a 1,1179 dollari, mentre la sterlina sale fortemente, con il cambio Gbp/Usd che balza dell’1,71% a  1,3387 dollari (per 1 sterlina) e l’Eur/Gbp che scende dell’1,21% a 0,8349 sterline (per 1 euro)

Il future sul Brent sale dello 1,25% a 65 dollari la barile

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