Borse Ue e Piazza Affari aprono sotto la parità, Cina vuole ritirare tecnologia straniera

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Predomina un clima attendista per sapere quali saranno le posizioni della Fed e della BCE, nonché l'esito del voto alle elezioni generali anticipate del Reno Unito e se gli USA applicheranno dazi ulteriori alla Cina (momento in cui questa ha deciso di rimuovere hardware e software stranieri).

Borse Ue e Piazza Affari aprono sotto la parità a causa del clima attendista che predomina nella comunità economico-finanziaria per sapere quali saranno le posizioni della Fed e della BCE, nonché l’esito del voto alle elezioni generali anticipate del Reno Unito e se gli USA applicheranno dazi ulteriori alla Cina (momento in cui questa ha deciso di rimuovere hardware e software stranieri).

Rapporti geopolitici e commerciali

Pechino avrebbe ordinato alle istituzioni pubbliche di rimuovere tutte le apparecchiature e software stranieri entro tre anni. L’evidente finalità di questa mossa è quella di far si che gli acquirenti cinesi utilizzino fornitori di tecnologia domestica ed aumentare la dipendenza della Cina dalle tecnologie fatte in casa,

Tale operazione è stata chiamata 3-5-2 perché le sostituzioni delle tecnologie straniere avverrebbero ad un ritmo del 30% nel 2020, del 50% nel 2021 e del 20% l’anno successivo. Gli analisti del broker China Securities stimano che dovranno essere sostituiti 20-30 milioni di componenti  hardware, con sostituzione su larga scala a partire dal prossimo anno.

Tutto ciò mentre il 15 dicembre gli Stati Uniti decideranno di applicare o meno dazi su 156 miliardi di dollari di beni importati dalla Cina.

Indicazioni macro

In Cina l’inflazione a novembre è salita dello 0,4% su base mensile, in frenata rispetto alla precedente crescita dello 0,9% ma migliore delle stime a +0,1%; su base annua il dato è salito del 4,5% (su valori ai massimi da gennaio 2012), più del consensus al +4,3% ed in accelerazione rispetto la precedente rilevazione in crescita del 3,8%.

Il balzo dell’indice dei prezzi al consumo su base annua si spiega con il boom dei prezzi dei beni alimentari, +19,1% su base annua: il solo prezzo della carne di maiale è balzato del 110%.

Utilizzando i prezzi alla produzione l’inflazione è invece scesa dell’1,4% su base annua, contro la flessione attesa dell’1,5% ed il precedente calo del -1,6%

In Francia le buste paga del settore non agricolo del terzo trimestre 2019 hanno registrato un aumento dello 0,2% dal precedente +0,3%. La produzione industriale ad ottobre è salita dello 0,4% su base mensile, come nella passata rilevazione (rivista a rialzo da +0,3%) ma superiore alle stime di crescita del +0,3%; su base annua il dato è sceso dello 0,2%, meno delle stime di contrazione dello 0,4% e rispetto la precedente crescita a +0,2%.

A seguire ci sono diverse indicazioni in agenda che verranno comunicate. In mattinata sarà diffusa la stima della produzione industriale italiana di ottobre (ore 10:00) mentre, per il Regno Unito, il Pil del terzo trimestre 2019, il saldo della bilancia commerciale, la produzione industriale e manifatturiera, l’indice Zew circa il sentiment sull’economia tedesca e della Zona Euro a dicembre (ore 11:00). Nel pomeriggio, per gli Stati Uniti, verranno diffusi la produttività non agricola ed il costo unitario della manodopera trimestrali (ore 14:30).

Borse

Chiusura in rosso ieri a Wall Street. Lo S&P 500 ha terminato in discesa dello 0,32% a 3.135 punti, il Dow Jones è sceso dello 0,38% a 27.909 punti mentre il Nasdaq è risultato in perdita dello 0,40% a 8.621 punti.

Deboli stamane le principali borse asiatiche. Il listino di Tokio ha chiuso lievemente sotto la pari (-0,09%) a 23.410 punti mentre quello di Shanghai ha messo ha segno un +0,10% a 2.917 punti; Hong Kong si dirige verso verso la chiusura in discesa dello 0,15% a 26.455 punti

Intorno alle 9:08 il Ftse Mib scende dello 0,18% a 22.915 punti, il Dax viaggia in ribasso dello 0,71% a  13.012 punti, il Cac 40 è a -0,30% a 5.819 punti, l’Ibex 35 arretra dello 0,25% a 9.331 punti ed il Ftse 100 si trova in perdita dello 0,27%  a 7.214 punti.

Sull’obbligazionario lo spread Btp-Bund  si aggira intorno a 167 punti base, con il rendimento del decennale italiano a circa l’1,366%.

Il cambio Eur/Usd sale di un lieve 0,1% 1,1073 dollari, mentre il future sul Brent scende di un leggero 0,14% a 64,16 dollari la barile

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