Borsa Milano negativa, Ftse Mib condizionato dallo stacco dei dividendi

Lo stacco del dividendo di Enel e A2A impatta sull'apertura della Borsa di Milano. A picco BPM dopo l'ok dell'assemblea all'aumento di capitale

di Enzo Lecci, pubblicato il

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Ore 16,20 – Il Ftse Mib assorbe la debole apertura di Wall Street e viaggia intorno ai 15.141,86 punti in ribasso dello 0,70%.  Le quotazioni su Piazza Affari sono sostenute dall’andamento positivo dei titoli bancari. Sul listino principale svetta Intesa San Paolo (+2,30%) seguita da Ubi Banca (+1,78%) e Unicredit (+1,15%).

 

Ore 13,20 – Piazza Affari si avvicina al giro di boa della 13,30 con una flessione di circa un punto percentuale. In mattinata il paniere principale di Milano è scivolato sotto quota 15.000 punti, toccando i minimi dal novembre 2012.

 

Ore 11 – Nonostante la pubblicazione dell’indice Ifo in rialzo (Germania: indice IFO in crescita a giugno, sale la fiducia) si intensificano le vendite con alcune sospensioni per i titoli che oggi staccano le cedole (Stacco dividendi 2013: oggi è il giorno di Enel). Il Ftse Mib cede lo 0,80% a ridosso dei 15.100 punti ovvero sui minimi del novembre 2012.

 

Ore 10,15 – Prosegue il calo della Borsa di Milano. In una giornata priva di spunti di un certo interesse a pesare è lo stacco di alcune importanti cedole. Dalla centrale operativa di Piazza Affari fanno sapere che al netto dei dividendi, l’andamento odierno dell’Ftse Mib sarebbe positivo.

 

Ore 09,55 – Lo stacco dei rispettivi dividendi sta impattando sull’andamento delle quotate dirette interessate. A Piazza Affari Enel cede il 4,76%, A2a il 3,44%, Exor il-2,91% e Terna il 2,94%. In controtendenza Mediobanca che guadagna l’1,45% dopo il pesante calo di venerdì (Enel guida i ribassi a Piazza Affari).

 

Nessun grande scossone all’apertura delle contrattazioni a Piazza Affari. A pochi minuti dall’avvio degli scambi, infatti, l’indice Ftse Mib sta lasciando sul terreno un modesto 0,14%. Si tratta di un passivo che è risultato della continue tensioni sui mercati asiatici, a loro volta innescate dalle incertezze per quelle che saranno le evoluzioni della politica monetaria in Usa (con il presidente della Fed Ben Bernanke che ha detto a chiare lettere che nulla sarà più come prima dopo il 2014) e dai timori per la situazione economica in Cina, la cui crescita è rallentata notevolmente negli ultimi mesi mentre all’orizzonte appare lo spettro di un “credit crunch” (Chiusura Borsa di Tokyo in rosso: timori sulla Cina e Cina, il miracolo economico è ufficialmente finito).

In questo contesto la Borsa di Tokyo ha fatto segnare un calo dell’1,23% bruciando velocemente tutto il nero che era stato accumulato nella prima parte della seduta grazie alla prima chiusura in positivo, dopo 3 rossi consecutivi, della Borsa di Wall Street. Scarsissimo l’impatto sul mercato azionario giapponese delle ultime novità politiche del Sol Levante con l’Abenomics che ha incassato un voto di fiducia da parte degli elettori nelle elezioni per l’assemblea metropolitana di Tokyo. Secondo gli esperti si tratta di una vittoria che potrebbe tirare la volata al partito del premier Abe per le elezioni del 21 luglio relative al rinnovo della Camera Alta. La valenza del dato sembra essere quindi squisitamente politica.

 

Apertura Borsa Milano: l’andamento e il clima a Piazza Affari

Per quanto concerne la Borsa di Milano non sembrano oggi esserci fattori in grado di imprimere una svolta alla timida apertura degli scambi. L’agenda macro, infatti, prevede unicamente la diffusione dell’indice Ifo sul clima degli affari in Germania (Calendario macroeconomico oggi 24 giugno). L’andamento degli scambi (perlomeno di alcune quotate) sarà zavorrato di alcuni stacchi di alcuni dividendi. A far felici gli azionisti saranno oggi A2A, Enel, Exor, Parmalat, Stm e Terna (Stacco dividendi 2013: oggi è il giorno di Enel).

Tra i titoli in maggiore affanno subito in evidenza Banca Popolare di Milano che lascia sul terreno il 3,34% dopo che sabato l’assemblea degli azionisti ha dato il via libera all’aumento di capitale da 500 mln di euro necessario per il rimborso dei Tremonti Bond (Aumento capitale Banca Popolare Milano: via libera dell’assemblea).

 

 

Argomenti: Borsa Milano

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