Piazza Affari: c’è il rimbalzo ma Saipem è alla deriva

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Saipem piattaforma

Ore 12,15 – La Borsa di Milano accelera e consolida i rialzi dopo il collocamento di Bot a sei mesi per 8 miliardi. Scontato l’aumento dei rendimenti si temeva una flessione della domanda che invece si è mantenuta solida (Asta BoT, rendimenti raddoppiati. Nubi sul debito pubblico italiano). Il Ftse Mib guadagna l’1,90% grazie alla flessione dello spread Btp Bund che si è riportato sotto i 300 punti. Mps guida la ripresa dei bancari con un +3,6% seguita da Bpm (+3,3%), Mediobanca (+2,9%) e Bper (+2,8%). Saipem riduce le perdite ma rimane sempre in fondo al listino principale.

 

Ore 09,54 – Apertura di contrattazioni colorata di verde per la Borsa di Milano. L’indice Ftse Mib, infatti, in questo momento sta mettendo in cassaforte lo 0,82%. Nei primi minuti di scambi rimbalzano le banche guidate da Banca Popolare di Milano. L’istituto meneghino beneficia dell’ok concesso da Bankitalia per il rimborso integrale dei Tremonti Bond (BPM: ok da Bankitalia rimborso integrale Tremonti Bond). Sul fronte opposto c’è invece da segnalare la caduta libera di Saipem che ha aperto gli scambi con un rosso del 2,34% a 12,54 euro. Si tratta di un passivo che si va ad aggiungere alla pioggia di vendite che interessato il titolo per tutta la seduta di ieri. Secondo alcuni analisti Saipem non è riuscita a beneficiare dell’aggiudicazione di un nuovo contratto del valore di 3 mln di Nigeria, per il semplice fatto che tale commessa era già inclusa nei 6,1 mld complessivi di ordini acquisti da inizio anno e prima del secondo profit warning lanciato dalla quotata. (Sui profit warning Saipem si legga: Ancora un profit warning per Saipem, le ragioni del crollo a Piazza Affari).

 

Apertura Borsa Milano: gli spunti odierni

Si prospetta una seduta cauta per la Borsa di Milano in una giornata che non verrà influenzata da importanti appuntamenti macroeconomici (Calendario macroeconomico oggi 26 giugno). Il focus della mattinata si rivolgerà all’esito dell’asta di Bot da 8 miliardi dopo che ieri sono stati collocati Ctz e Btp indicizzati all’inflazione con rendimenti in rialzo (Si impenna il tasso del CTZ a 2 anni. Domani tocca al BOT semestrale). Mentre il Paese è sempre indebolito da una pensate crisi economica che sta intaccando anche i consumi più basilari (Le vendite al dettaglio non ripartono, consumi ancora in flessione ad aprile) ritorna l’incubo dello spread e più in generale si teme per la tenuta delle nostre finanze pubbliche. Il differenziale di rendimento fra Btp e Bund è risalito stabilmente in area 300 punti mentre indiscrezioni stampa parlano di un rischio concreto di una perdita secca da 8 miliardi di euro su contratti derivati stipulati negli anni 90′ dal Tesoro italiano (Financial Times: l’Italia rischia un buco da 8 miliardi sui derivati). L’Italia quindi ritorna ad essere percepita come un fattore di rischio per l’Europa e così ieri la Borsa di Milano è stata l’unico listino a finire in territorio negativo. Il quadro generale è appesantito dall’andamento delle borse asiatiche intimorite dal rischio credit crunch per la Cina (Chiusura Borsa di Tokyo in negativo per i timori cinesi) mentre ieri Wall Street ha concluso una seduta in netto rialzo sulla scia di dati macro ben al di sopra delle attese (Apertura Wall Street: i dati macro infiammano gli indici). In Europa è stato ben accolto il dato sulla fiducia dei consumatori tedeschi ai massimi da sei anni (Germania: fiducia consumatori Gfk in crescita oltre le attese).

 

 

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