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Il Portogallo affossa Piazza Affari. Mediaset e Tenaris uniche a festeggiare

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Ore 15,10 – Positivi i dati sul mercato del lavoro USA nel mese di giugno (Gli USA creano più posti del lavoro del previsto e Calano le richieste di sussidi di disoccupazione USA) ma la Borsa di Milano prosegue all’insegna delle perdite. Stabilizzatosi lo spread a quota 285 punti, il Ftse Mib cede l’1,28% a 15.169,29 punti. Sullo sfondo prosegue il crollo di Rcs che oggi sta bruciando un terzo della sua capitalizzazione in Borsa (RCS, nuovo tracollo: venerdì il giorno della verità). 

 

 

 

 

Ore 11,55 – La Borsa di Milano peggiora l’andamento sulla scia delle fibrillazioni politiche in Portogallo (Il Portogallo “dimenticato” fa paura ai mercati. Cosa temono gli investitori). Le dimissioni del Ministro delle Finanze e del Ministro degli Esteri fa vacillare il governo lusitano ed ora si teme per una crisi politica che potrebbe condurre a nuove elezioni. Su questa incertezza i titoli portoghesi a dieci anni sono schizzati oltre il 7% (7,86%), livello mai raggiunto in questo 2013. Le tensioni nei Paesi periferici dell’Eurozona ampliano lo spread italiano poco sotto area 290 punti facendo precipitare le banche a Piazza Affari. Si registrano cali consistenti (intorno al 3%) per Unicredit, Intesa, Ubi Banca ed Intesa Sanpaolo. Continua a flettere pesantemente anche Saipem (Saipem a fondo, il titolo come l’impianto del Congo) mentre le uniche a sorridere restano sempre Mediaset (Mediaset: Exane alza il Target Price, rating inalterato) e Tenaris (Tenaris svetta a Milano sulla denuncia di concorrenza sleale). In questo momento il Ftse Mib lascia sul terreno l’1,86% a quota 15.079,72 punti.

 

 

 

 

 

Ore 09,55 – Le quotate di Piazza Affari collezionano in questo momento solo pesanti perdite. Molto debole in particolare il comparto bancario che come di consueto trascina al ribasso l’intera Borsa di Milano. Nel settore le perdite più consistenti le stanno facendo registrare Intesa Sanpaolo e Unicredit, con le quotazioni in flessione tra il 2 e il 3%. Si candidano per essere assolute protagoniste della seduta Mediaset e Tenaris. Cologno Monzese (+2,50%) ha annunciato che questo luglio dovrebbe il primo mese in cui i ricavi pubblicitari torneranno a crescere dopo ben 22 mesi (Mediaset che non ti aspetti. Torna la crescita della raccolta pubblicitaria?), incoraggiando così gli acquisti sul titolo e le correzioni al rialzo di alcuni broker (Mediaset: Berenberg alza il Target Price, rating inalterato) .

Tenaris invece sta strappando un rialzo superiore all’8% sul rialzo del prezzo del petrolio. 

 

 

Parte nel peggiore dei modi la giornata sui mercati finanziari europei, Borsa di Milano inclusa.  L’apertura del Ftse Mib è caratterizzato da un pesante rosso a causa delle tensioni sul mercato dei titoli di stato sovrani. Lo spread Btp-Bund a 10 anni quest’anno infatti è schizzato improvvisamente oltre quota 290 punti. Gli investitori percepiscono un rischio maggiore nell’area euro dopo che sono sempre più forti le fibrillazioni politiche in Portogallo dove ieri anche il Ministro degli Esteri ha presentato le dimissioni poi respinte dal premier Pedro Passos Coelho. Ancora più caldo pare essere il fronte greco con la Troika che spinge affinché il governo Samaras porti avanti quel piano di riforme concordato con gli organismi internazionali. Atene attende ora con ansia le decisioni previste per lunedì prossimo da parte dell’Eurogruppo sullo sblocco della nuova tranche degli 8,1 miliardi di aiuti internazionali. Le borse asiatiche hanno rallentato nuovamente (Chiusura Borsa di Tokyo: scattate le prese di beneficio) sulla scia di dati che mettono ancora più in evidenza la decelerazione della crescita economica in Cina. Secondo gli indici PMI, il settore dei servizi cinese a giugno ha registrato una modesta crescita, confermando la tendenza al rallentamento. Il mondo intanto si ferma ad assistere i violentissimi scontri in atto in Egitto. Il livello di tensione fra il presidente Morsi da un lato e l’ esercito nazionale dall’altro preoccupa i mercati che già ieri hanno assistito al forte rincaro del petrolio, schizzato oltre quota 100 dollari per la prima volta da settembre.

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