Borsa di Milano: consolida le perdite e su Fiat fioccano le vendite

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Ore 14,40 – Entrati nella seconda metà delle contrattazioni la Borsa di Milano segue gli altri listini europei e cede lo 0,88% a livello 15.322,76 punti. Incassata senza grosse preoccupazioni la flessione dello 0,30% della produzione industriale europea, i mercati si concentrano sui Paesi periferici dell’Eurozona. Il Portogallo ha annunciato il nome del nuovo ministro delle Finanze al posto del dimissionario Vítor Gaspar mentre in Grecia sono riprese le trattative del governo con la troika (Fmi, Ue e Bce) per il piano di salvataggio del Paese ellenico.

 

 

 

Ore 11,13 – La Borsa di Milano allarga leggermente le perdite e così il Ftse Mib cede lo 0,49% a quota 15.383,90 punti. Le vendite si concentrano sulle big del listino principale (Eni, Telecom, Finmeccanica e Fiat) mentre il comparto bancario viaggia misto. In rialzo di segnalano Ubi Banca e Mediobanca, mentre virano decisamente in rosso Unicredit, Intesa SanPaolo e BPM. Saipem svetta con un +4% mentre fuori dal listino principale Italcementi beneficia della copertura avviata da Credit Suisse (Italcementi: Credit Suisse avvia copertura con Rating a Outperform e target price a 6.8). Il titolo guadagna quasi il 5%.

 

 

 

Ore 09,45 – Nei primi scambi cala notevolemente il titolo Fiat (-1,55%) che paga i dati deludenti di giugno in termini di immatricolazioni italiane (Fiat in Italia: crollo delle immatricolazioni a giugno sullo stop delle forniture). Sul Lingotto si concentrano le vendite degli investitori che tendono a snobbare le performance estere del gruppo automobilistico. Arretra decisamente Diasorin all’indomani di un incoraggiante verde mentre Eni risente della valutazione non positiva di Goldman Sachs (Eni: Goldman Sachs abbassa il Target Price, rating inalterato). Saipem prosegue nel rimbalzo mentre fra i titoli bancari spicca Ubi Banca che sfiora la vetta del listino principale.

Su questo quadro il Ftse Mib viaggia intorno alla parità (-0,08%) a quota 15.447,37 punti.

 

 

 

In apertura di contrattazioni la Borsa di Milano parte col freno tirato dopo aver archiviato ieri una seduta più che positiva. I mercati sembrano meno preoccupati dal possibile allentamento delle politiche monetarie ultraespansive, mentre i problemi economici della Cina sembrano affievolirsi. Gli investitori oggi non avranno molti spunti dal quadro economico per decidere come muoversi (Calendario macroeconomico oggi 2 luglio) e così si attendono gli appuntamenti di fine settimana. Giovedì si riunirà la Bce e gli investitori si focalizzeranno sulle parole di Mario Draghi, mentre venerdì sono invece in agenda i dati sul mercato del lavoro Usa. Sul fronte interno continua a ridursi lo spread Btp-Bund a 10 anni a quota 270 punti con i rendimenti dei nostri titoli decennali che toccano il 4,43%. Il governo presieduto da Enrico Letta però ha a che fare con una pesante crisi economica che investe soprattutto l’occupazione (Disoccupazione al massimo storico. Mezzo milione di disoccupati in più in un anno) ed in questo senso si pensano a nuove misure per rilanciare la crescita. 

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