Battere il mercato con due soli indicatori: La strategia di Alessandro Moretti

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Una strategia basata su soli due indicatori tecnici, ed un modello cosiddetto di rotazione settoriale, hanno portato Alessandro Moretti al premio MFTA

Alessandro Moretti, analista finanziario, Advisor e Trader indipendente, ci spiega come è riuscito a battere il mercato con una strategia semplice e facilmente replicabile, strategia grazie alla quale è stato premiato, dall’associazione degli analisti tecnici internazionale (IFTA), con il “Master Of Financial Analysis (MFTA)”, il più alto riconoscimento internazionale relativo all’analisi tecnica.

 

Strategia

L’idea alla base di questa strategia è quella di battere un mercato di riferimento, attraverso un modello cosiddetto “di rotazione settoriale”, acquistando soltanto gli indici azionari settoriali maggiormente performanti in un dato periodo.

Lo studio viene condotto su uno storico di circa 19 anni, dal 2000 al 2019; l’obiettivo è quello di ottenere rendimenti superiori al Dow Jones Us Total Market (djus. X), uno dei mercati in assoluto più performanti e quindi difficili da battere.

Vengono utilizzati a tale scopo circa 32 indici settoriali dello stesso Dow Jones Us Total Market, come ad esempio: il Dow Jones Us Tech Hard Equipment (djusq.x), Dow Jones Us Telecom Equipment (Djusct.x), Dow Jones Us Biotech ecc. L’operatività è soltanto di tipo Long e non è previsto l’utilizzo di alcuna leva finanziaria.

 

Gli indicatori

Vengono utilizzati solamente 2 indicatori tecnici, entrambi con time-frame settimanali. Vediamo brevemente quali sono e come devono essere utilizzati:

Forza relativa

La forza relativa è un indicatore che mette in relazione due attività finanziare, nel nostro caso, uno dei 32 indici settoriali con il Dow Jones Us Total Market (djus. X).

Essa è rappresentata da una linea, che può essere:

  • Crescente, nel caso in cui l’attività finanziaria al numeratore stia facendo meglio di quella posta al denominatore.
  • Decrescente, se al contrario, l’attività finanziaria al numeratore stia facendo peggio di quella posta al denominatore.

A questo indicatore va aggiunta una media mobile semplice a 25 periodi. Questo ci consente di capire se il settore stia sovraperformando il mercato di riferimento da un periodo di tempo relativamente lungo, fornendoci così un segnale maggiormente attendibile.

Attenzione: la retta della forza relativa risulta crescente anche nelle fasi di trend negativo. Questo semplicemente perché, pur se il trend di fondo è ribassista, l’attività finanziaria posta al denominatore, in quel preciso momento, sta facendo peggio.

Per questo motivo, abbiamo bisogno di un altro indicatore che ci dia informazioni circa la validità del trend in atto, oltre a chiari segnali d’ingresso e di uscita.

Canale di Donchian

Il Canale di Donchian, è un indicatore costituito da due bande:

  • Una banda superiore, che rappresenta il massimo dei prezzi registrato negli ultimi n. periodi;
  • Una banda inferiore, che rappresenta il minimo dei prezzi registrato negli ultimi n. periodi;

Siamo noi a decidere il numero di periodi da considerare. La strategia prevede un canale di Donchian a 25 periodi (settimanali).

 

Segnali d’ingresso e d’uscita

Tra i grandi pregi di questa strategia, vi è la sua capacità di fornire chiari segnali di ingresso e di uscita, in modo meccanico e oggettivo, privi di qualsiasi discrezionalità da parte di chi la utilizza.

Abbiamo un segnale d’ingresso quando:

  • La retta della forza relativa è crescente e superiore alla sua media a 25 periodi;
  • I prezzi della candela settimanale chiudono al di sopra della banda superiore del canale di Donchian.

Abbiamo un segnale di uscita quando:

  • I prezzi della candela settimanale chiudono al di sotto della banda inferiore del canale di Donchian.

Nel grafico seguente vediamo un esempio di ingresso e di uscita:

Come si può vedere, in questo caso, prendiamo posizione alla rottura della banda superiore del canale di Donchian, con la retta della forza relativa crescente e superiore alla sua media a 25 periodi.

L’uscita invece, viene confermata da una candela ribassista che chiude oltre la banda inferiore del canale.

 

Money management

Abbiamo due possibilità di money management: la prima, prevede di prendere posizione con size del 5% del capitale inizialmente investito; la seconda, con size sempre del 5%, ma del capitale disponibile in un dato momento.

Ad esempio: se il capitale iniziale è di 100.000 euro, le size, almeno in un primo momento, in entrambi i casi, saranno di 5.000 euro (5% del capitale iniziale). Ma se, in un intervallo di tempo, più o meno lungo, per effetto delle operazioni, il capitale aumenta, poniamo di 50.000 euro, nel primo caso, le mie size rimangono sempre di 5.000 euro (5% del capitale iniziale), nel secondo caso di 7.500 (5% di 150.000).

Parte del capitale deve rimanere liquido. Inoltre, nelle fasi di mercato orso, si avranno maggiori segnali di uscita e pochi segnali d’ingresso, il portafoglio comincerà così a svuotarsi, consentendo, in casi estremi, di rimanere totalmente liquidi, almeno finché il mercato non ripartirà.

Volendo, In queste fasi di mercato, la liquidità potrebbe essere investita in indici obbligazionari diversificati a breve scadenza.

 

I risultati

I risultati ottenuti vengono calcolati considerando un periodo di tempo che va dal 1 maggio 2000 al 1 marzo 2019 (19 anni di storico), periodo statisticamente molto significativo in quanto attraversa ben 2 crisi finanziarie, quella del 2008 e quella del 2012.

Essi, nelle due varianti della strategia, possono essere sintetizzati dalla tabella seguente:

Size fissa

Size variabile

Dow Jones Us Total Market

Ritorno sul capitale iniziale

220 %

422 %

107 %

Drawdown massimo

18,9 %

26,5 %

56 %

 

Nell’ipotesi a size fissa, i rendimenti vengono sovraperformati del doppio e i drawdown massimi scendono del 18.9 %, contro il 56 % del benchmark, risultato più che ottimo. Ancora più soddisfacente è l’alternativa con size variabili, dove l’indice di riferimento viene battuto addirittura del 315 %, mentre i drawdown vengono quasi dimezzati.

Purtroppo questi risultati sono solamente teorici, non è possibile acquistare direttamente un indice, tutt’al più si potrebbe optare per degli ETF che ne replicano l’andamento. Ciò condurrà, come è ovvio, a dei risultati differenti da quelli appena visti, per il semplice fatto che bisogna tener conto dei costi di commissione, che inevitabilmente andranno ad impattare sui rendimenti.

Di seguito vengono mostrati i risultati ottenuti dalla strategia, in uno storico che va dal 2008 al 2019, operando con gli omologhi ETF e considerando una media commissionale dello 0.5 % per ogni trade:

ETF

Dow Jones Us Total Market

Ritorno sul capitale iniziale

203.44 %

95 %

Drawdown massimo

33.74 %

54 %

 

In conclusione, la validità della strategia di Alessandro Moretti è dimostrata dal fatto che, oltre a riuscire ad ottenere risultati nettamente superiori al suo benchmark, riduce significativamente anche i rischi.

Tuttavia, nonostante la strategia potrebbe apparire di facile applicazione, il consiglio è sempre quello di evitare qualsiasi approccio ai mercati finanziari, fintantoché non ne si comprendano gli effettivi rischi, e solo dopo una lunga formazione e applicazione delle regole esclusivamente in paper trading.

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